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Augusta. Don Prisutto scrive al ministro Lorenzin: “Si trasferisca qui per almeno un mese”

don prisutto

Don Prisutto alza il tiro. Mentre chiede, continua a chiedere, incessantemente, che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella faccia tappa ad Augusta, perchè si renda conto dei danni che l’inquinamento provoca, questa mattina l’arciprete, noto proprio per la sua battaglia per la salute dei cittadini, scrive al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Egregia Sig. Ministro per la salute-inizia la sua missiva, pubblicata anche su Facebook- considerata la gravissima e preoccupante situazione sanitaria in cui versa la popolazione di Augusta e del territorio circostante, con la presente noi cittadini  invitiamo la S. V. a volersi trasferire insieme alla sua famiglia per almeno la durata di un mese nella nostra città”. Una provocazione chiara quella che parte da Don Prisutto, che così lascia chiaramente intendere che avere contezza della situazione, vivendola in prima persona, è ben diverso dall’analizzarla dall’esterno e “da lontano”. Don Prisutto si fa, poi, ancora più chiaro. “Durante questo periodo di soggiorno la invitiamo a scegliere liberamente un quartiere cittadino e di incontrare ogni singola famiglia di questo per ascoltare le tante storie che ogni famiglia potrebbe raccontare in relazione alle condizioni sanitarie vissute da ognuno dei suoi membri”. Poi un’ulteriore sollecitazione. “Al termine di questo doveroso impegno, dopo un incontro pubblico con i cittadini, potrà tornarsene a Roma scegliendo tra le seguenti opzioni: continuare a far finta di niente, avere il coraggio di affrontare definitivamente, ma in maniera seria e credibile la vicenda sanitaria di Augusta e del circondario oppure dimettersi, in quanto è lo Stato che ha prodotto questi danni ormai evidenti e, forse, ormai, irreparabili”.
Intanto ad Augusta si organizza una nuova manifestazione, ancora una volta per chiedere attenzione alla salute. Tra gli slogan , negli striscioni, campeggeranno frasi come “La spending review in aree a rischio è un crimine” e “Vita e salute: diritti inviolabili dei cittadini.”

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