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Augusta “paga” il conto dell’accoglienza ai migranti: il sindaco, “sciopero della fame”

migranti augusta

La continua emergenza sbarchi al porto di Augusta mette in difficoltà il Comune. Un sistema al collasso – dal 6 luglio 40 migranti minori non accompagnati sono ancora in porto – spinge il sindaco, Cettina Di Pietro, alla clamorosa protesta: sciopero della fame. Una lunga lista di conti e fatture a carico del Comune a cui lo Stato ha lasciato il costo dell’accoglienza di cui l’Italia si bea a livello europeo.
“Fin dal luglio del 2015, appena insediatami, ho cercato di capire come veniva gestita l’accoglienza dei migranti ad Augusta”, spiega il sindaco pentastellato. “Ho scoperto che ad Augusta, a differenza di altri punti di sbarco privi di strutture di accoglienza, durante gli sbarchi e la successiva permanenza creata all’interno del nostro porto commerciale, veniva impiegato personale comunale, distolto dalle regolari mansioni, e senza straordinario per le prestazioni effettuate al porto. Il Ministero, su mia pressione, ha chiarito che non avrebbe pagato il lavoro svolto dai dipendenti comunali ma era pronto, invece, a pagare quanto il nostro Comune spendeva per pulire e sanificare l’area portuale”. Una cifra che stava per raggiungere i 200.000 euro, coperti adesso da Roma.
“L’accoglienza dei minori non accompagnati rimane però di pertinenza del Comune e se non avessi provveduto avrei rischiato di incorrere nel reato di omissione d’atti di ufficio ed abbandono di minori. Ho chiesto che almeno non fosse allestita una tendopoli permanente ad Augusta, utilizzando piuttosto il sistema adottato a Catania e in altri porti: sbarco ed immediato trasferimento dei migranti nei centri di accoglienza”, continua ad illustrare Cettina Di Pietro.
In qualche modo i costi sono stati ridimensionati, almeno quelli a carico del Comune nella gestione degli sbarchi, da aprile eliminati quelli per la pulizia del porto e la fornitura di bagni chimici. “Ma da un mese la situazione è davvero al collasso. I volontari della protezione civile comunale che, gratuitamente, prestano la loro opera di assistenza ai migranti presso il porto, sono arrivati allo stremo delle forze. Il sistema di accoglienza dei minori non accompagnati è saturo, non ci sono più posti dove accoglierli in tutta la Sicilia, nonostante gli sforzi dei servizi sociali del nostro Comune. Allora non mi è rimasto che scrivere direttamente al Presidente del Consiglio Renzi ed al Ministro Alfano, denunciando ancora una volta la grave situazione che Augusta sta vivendo e chiedendo un intervento urgente, senza il quale non mi è rimasto che minacciare lo sciopero della fame”.
Una provocazione? “No, lo faccio perché questa città ha il diritto di essere rispettata. Lo faccio per la sicurezza dei miei cittadini e per garantire il reale sviluppo economico del nostro porto commerciale”.

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