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MCDONALD 03-2018

Calcio, Serie C. Cutrufo shock, il presidente del Siracusa: “potrei lasciare”

cutrufo

Il Siracusa starebbe rischiando una penalizzazione in classifica. Stipendi e contributi pagati in ritardo potrebbero comportare uno scivolone al quinto posto. Al momento nessun deferimento ma che un problema possa esserci lo conferma indirettamente lo stesso presidente Gaetano Cutrufo. “I nostri commercialisti sono al lavoro per evitare il deferimento e, fino a quando una decisione non sarà assunta dagli organismi federali, stiamo parlando del nulla. Il catastrofismo, soprattutto di una parte della città che ignora le sorti della squadra e si fa viva solo in queste circostanze, è assolutamente fuori luogo. Ho sempre detto e ribadisco oggi che fino a quando ci sarò io la parola fallimento non potrà essere associata al Siracusa”. Solo per la cronaca, anche il Siracusa del presidente Salvodli non fallì. La società non si iscrisse al campionato di Serie C. Ma il risultato, per i tifosi e gli appassionati, fu sempre lo stesso: fine dei giochi.
Il presidente Cutrufo lascia intendere che potrebbe anche lasciare. “Ho perso l’entusiasmo. Il Siracusa non fallirà, ma questo non vuol dire che io resti al timone della società”. Siamo ai titolo di coda? Il rischio pare concreto, con scenari che richiamano situazioni già vissute in passato. Si profila una estate di passione. “Abbiamo sempre rispettato gli impegni e i nostri tifosi, quelli veri, sanno che lo abbiamo fatto senza avere sostanzialmente alcun sostegno e con grandi sacrifici personali e familiari, a partire, ad esempio, dalla fidejussione personale da 300mila euro. Questo è il momento di dimostrare di essere legati alla società e ai nostri giocatori. Ma sono sempre più scoraggiato e convinto che impegnarsi nel calcio a Siracusa sia del tutto inutile perché interessa solo a poche persone. Per il resto non si fa altro che aspettare uno scivolone”, lo sfogo di un amareggiato Cutrufo. Il calcio, per tradizione, non ha mai prodotto vantaggi a chi vi ha investito a Siracusa, basti pensare alla storia del presidentissimo Imbesi.

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