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Centro per migranti Sprar Aretusa, le foto della vergogna: Amoddio, “provvedimenti esemplari dal Ministero”

sprar aretusa

“La situazione in cui versa lo Sprar Aretusa Accoglienza di contrada Spalla, affidato al Comune di Siracusa e gestito dalla cooperativa sociale Luoghi Comuni di Acireale è vergognosa”. A dichiararlo Sofia Amoddio, deputato nazionale Pd. “Già nel 2015, dopo un sopralluogo svolto tra i locali del centro, avevo denunciato alla stampa e presentato un’interrogazione nella quale chiedevo di intervenire per fare in modo che la Cooperativa che gestisce il centro adempiesse le prescrizioni di legge. Nel corso del sopralluogo emersero innumerevoli criticità che andavano dall’utilizzo di un gruppo elettrogeno al posto di un normale allacciamento alla rete di energia elettrica, alla mancanza di zone ricreative comuni; dalla totale assenza di un piano pasti settimanale, alla carenza dei progetti di formazione e riqualificazione professionale”. Ad oggi quei problemi non risultano sanati. “La situazione è notevolmente peggiorata anche dal punto di vista della sicurezza dei luoghi che, senza la necessaria manutenzione, stanno cadendo a pezzi e diventando inaccessibili”.
Problema anche nella gestione. “Gli operatori non vengono pagati da un anno perchĂ© la coop non è mai stata regolare con la rendicontazione al Ministero. La Cooperativa inoltre, non è mai stata regolare nel pagamento dei pocket money mensili che spettano per legge agli ospiti. Per di piĂą, lo scorso mese di febbraio, giunti a una situazione d’impossibilitĂ  gestionale del servizio, il Comune di Siracusa è stato costretto a farsi carico dell’erogazione diretta delle mensilitĂ  arretrate. Da semplice indagine conoscitiva risulta infatti che la Cooperativa Luoghi Comuni, pur avendo ricevuto numerosi acconti, ha presentato la rendicontazione del 2014 con enorme ritardo rispetto alla scadenza e non ha ancora ultimato la rendicontazione relative all’anno 2015 e non ha mai presentato quella relativa al 2016”.
Molti dipendenti si sono licenziati, mentre sono rimaste solamente alcune figure professionali che si recano ogni giorno a lavoro per dare continuità̀ al progetto in favore dei 36 rifugiati ospiti . “Una situazione incresciosa e non degna di un paese civile per la quale ho chiesto un intervento celere ed esemplare al Ministero”.

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