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Commemorazione dei “Fatti di Avola”, cerimonie in città ed omaggio alla lapida di Chiusa di Carlo

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Quarantanovesimo anniversario dei fatti di Avola. Nella cittadina siracusana cerimonia con i sindacati ed esponenti della politica locale per non dimenticare quel 2 dicembre del 1968. I braccianti agricoli diedero vita ad un blocco stradale sulla statale 115, con il successivo intervento delle forze dell’ordine e una sanguinosa rivolta. La polizia iniziò a sparare: due le vittime.
A rievocare quella drammatica giornata, questa mattina, i segretari di Cgil, Cisl e Uil, insieme ai rappresentanti delle istituzioni. Deposta una corona di fiori accanto alla lapide posta in contrada Chiusa di Carlo, nel punto in cui morirono Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona.
“Una vicenda drammatica che segnò una intera stagione sindacale per l’intero Paese”, ricorda il parlamentare di Mdp, Pippo Zappulla. “I giovani di oggi devono sapere che quei braccianti persero la vita perché stavano lottando per sacrosanti diritti, per combattere le gabbie salariali, perché allora un bracciante di Avola percepiva  un salario inferiore a quello di un bracciante di Lentini. E’ giusto ricordare ed è necessario tenere alta la vigilanza contro i tentativi, sempre presenti, di riportare indietro le lancette della storia dei diritti e della civiltà nel lavoro”.

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