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Compravano gasolio agricolo ad Augusta e lo rivendevano in nero a Cesarò: nove denunciati, 20 mila litri sequestrati

messina gdf gasolio

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Messina hanno scoperto, nell’ambito di una
complessa attività investigativa avviata nei mesi scorsi, un vorticoso traffico di prodotti
petroliferi ceduti illegalmente. Individuato un vero e proprio distributore clandestino di
carburante a Cesarò (Me) e denunciate nove persone.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, hanno consentito di
accertare che il titolare di una ditta di commercio carburante per uso agricolo, dopo aver acquistato regolarmente il gasolio – sottoposto a tassazione agevolata – presso un deposito di Augusta (Sr), durante il percorso di rientro lo scaricava in luoghi non autorizzati.
Gli acquirenti, principalmente ditte di autotrasporto, approfittando del prezzo vantaggioso, si proponevano a loro volta sul mercato “nero” a tariffe concorrenziali. Realizzata così una illecita concorrenza sleale nei confronti degli operatori regolari. Con la “scusa” dell’uso agricolo, infatti, il carburante costava circa cinquanta centesimi di euro al litro in meno.
Naturalmente il tornaconto non era solo per i clienti: anche il titolare della ditta, a fronte di un prezzo di vendita dichiarato di € 0,65, otteneva una guadagno netto totalmente “in nero”, pari a circa venti centesimi a litro. Lo stesso, inoltre, al fine di giustificare le illecite compravendite di prodotto, emetteva falsa documentazione contabile, come fatture di vendita e documenti di accompagnamento del prodotto, intestandoli ad ignari soggetti.
Le Fiamme Gialle, grazie all’ausilio di alcune telecamere installate nelle immediate
adiacenze dell’azienda, hanno appurato che una parte di prodotto veniva stoccata
direttamente presso il deposito della ditta di Cesarò, il quale, in alcune giornate, si
trasformava in un vero e proprio distributore stradale abusivo.
Sequestrati ventimila litri di gasolio agricolo, cinque serbatoi da novemila litri
ciascuno e un’autocisterna.
Sono stati denunciati, come dicevamo, nove responsabili, in concorso tra loro: il titolare del deposito commerciale oggetto d’indagine e altre otto persone, tutti per il reato di sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici, che prevede la reclusione fino a cinque anni.

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