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“Danni consistenti e pubblica incolumità a rischio”, ecco perchè Siracusa ha chiesto lo stato di calamità

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Danni consistenti e rischio alla pubblica incolumità: sono i due elementi attorno ai quali palazzo Vermexio ha costruito la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale a seguito del maltempo della scorsa settimana.
La delibera della giunta è pronta a partire per Roma e Palermo. Nella Capitale finirà sul tavolo del Consiglio dei Ministri, competente a dichiarare le misure di emergenza. Nel capoluogo regionale, invece, il presidente della Regione può dichiarare l’esistenza di eccezionale calamità o avversità.
Manca l’elenco completo dei danni e la relativa quantificazione, ancora in corso da parte dei tecnici della Protezione Civile comunale. Verrà allegato in un secondo momento. Intanto, però, si certificano danni consistenti a seguito dell’alluvione del 25 settembre a “scuole, edifici comunali, centri commerciali, fabbricati privati ed interi agglomerati urbani con allagamenti anche con oltre due metri d’acqua”. Nella relazione della Protezione Civile si parla anche di “numerose autovettura in panne” trasportate “a valle dalla furia delle acque e sommerse definitivamente dalle stesse”. L’elenco prosegue con “crolli di muri di cinta e smottamenti, con notevoli disagi alla viabilità ed alle infrastrutture stradali”. Danni notevoli anche “alle colture locali ed a tutte le filiere agricole presenti sul territorio”. Molte anche le attività commerciali “costrette a chiudere fino al ripristino delle condizioni di sicurezza e normalità”.
Solo il pronto intervento di forze dell’ordine, Vigili del fuoco e organizzazioni di volontari di Protezione Civile – si legga ancora nel provvedimento – ha evitato conseguenze peggiori. Tutti motivi per cui Palazzo Vermexio ritiene che sussistano i presupposti per un intervento straordinario di Stato e Regione.
Si mostra però perplesso il consigliere comunale di opposizione, Fabio Rodante. “Dubito che la richiesta verrà accettata. Motivo per cui, una volta quantificati i danni subiti da cittadini e attività commerciali, è il caso di pensare detrazioni da applicare sui tributi locali”.
Tema centrale rimane sempre la manutenzione di tombini e caditoie. “Presenterò un emendamento al bilancio per stornare somme da destinare a questo scopo”, anticipa Rodante.

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