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Droga nelle carceri di Cavadonna e Brucoli? Il sindacato della polizia penitenziaria: “Pochi agenti”

carcere

Nelle carceri di Cavadonna e Augusta droga e la possibilità, per alcuni detenuti, di usufruire dei propri cellulari. Un quadro preoccupante quello dipinto da La Spia.it in un articolo in cui si fa riferimento al caso di un detenuto di Avola, che con la connivenza di un agente penitenziario suo compaesano, avrebbe introdotto nella casa circondariale di Siracusa dello stupefacente in ingenti quantità. Caso che non sarebbe unico. Ad Augusta, secondo quanto raccontato, alcuni detenuti introdurrebbero droga al ritorno da permessi premio. Si tratterebbe di cocaina come di marijuana ed extasy. Il sindacato degli agenti penitenziari dell’Ugl  della provincia non ci sta. Nello Bongiovanni  ritiene “abnormi le accuse verso un’istituzione dello Stato e verso il lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria.L’Ugl-spiega il dirigente nazionale del sindacato-  ha sempre affermato che il grave sovraffollamento delle carceri e la carenza d’organico non consentono una gestione adeguata della sicurezza, tuttavia, affermare che nelle carceri Siracusane c’è uno spaccio a cielo aperto è un’accusa che rispediamo al mittente, vista la giornaliera attività di prevenzione e repressione posta in essere dai direttori delle predette carceri e da tutto il personale di polizia penitenziaria”.

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