• Due giovani siracusani nella tragica notte di Istanbul: “distruzione e sangue”

    Nella difficile notte di Istanbul ci sono anche due siracusani. Stanno bene Carmelo e Giuliana ma le scene a cui hanno assistito rimarranno indelebili.
    Erano partiti ieri sera, alle 19, da Fontanarossa, Catania. All’aeroporto Ataturk arrivano poco dopo le 22. Ad Istanbul è caos proprio mentre l’aereo con a bordo la giovane coppia siracusana si prepara all’atterraggio. Rimarrà quello, infatti, l’ultimo “landing” della tragica nottata. Poi aeroporto chiuso.
    Completate le manovre e arrestata la marcia del velivolo, le porte non si aprono. E l’equipaggio si affretta a tranquillizzare i passeggeri, parlando di generici “motivi di sicurezza”. Trenta minuti dopo viene data l’autorizzazione all’accensione dei telefonini e le notizie cominciano ad arrivare dal web, dalle chiamate dei parenti a casa.
    Papà Rosario riesce a parlare con Giuliana solo alle 22.40: “sto bene, siamo bloccati a bordo dell’aereo”. E tanto basta per un sospiro di sollievo a chilometri di distanza.
    Giuliana e Carmelo, come gli altri passeggeri, rimarranno a bordo, in pista, fino alle 3 del mattino. Nonostante lo stress emotivo, la situazione a bordo rimane sotto controllo. “Niente panico”.
    Ma lo spettacolo che si presenta ai loro occhi quando finalmente viene dato l’ok allo sbarco è drammatico. “Ovunque guardavamo, distruzione. Un aeroporto a pezzi. E poi sangue a terra, tanto. Pozze…”.
    E non bastano le poche ore di sonno nell’albergo messo a disposizione dalla compagnia aerea per superare quello choc di una vacanza diventata presto un inferno.

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