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Edy Bandiera e la politica siracusana. “Fase di riorganizzazione. Io moderato, guardo al centro”

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Fino a pochi mesi fa, era considerato l’astro nascente della politica siracusana. Una immagine fresca, una buona esperienza amministrativa ed un discreto gradimento presso l’opinione pubblica facevano di Edy Bandiera una sorta di golden boy della res pubblica siracusana. Non a caso è stato a lungo corteggiato, poco prima dell’ultima tornata amministrativa, a destra come a sinistra. Alla fine la scelta: candidato sindaco con una coalizione trasversale dove il Pdl era la prima forza. Ma nonostante le circa diecimila preferenze, niente ballottaggio. Oggi Bandiera si gode un periodo sabbatico di riflessione. “Lavoro, mi dedico alla mia famiglia”, ci racconta. “C’è una fase per tutto. Non volevo fare il consigliere comunale a vita ed ho provato una strada nuova. La situazione attuale, comunque, non mi dispiace”. E la politica? “Seguo gli amici che sono stati eletti in consiglio comunale o nelle circoscrizioni. Metto a disposizione la mia esperienza maturata in nove anni di amministrazione attiva”. La sensazione, però, è che non bisognerà attendere ancora molto per rivederlo in prima linea. “Diciamo che aspetto il momento in cui i tempi saranno maturi.Per ora stiamo assistendo ad una fase di profonda riorganizzazione della politica italiana. Seguo con attenzione quanto accade nell’area di centro e dei moderati, ovviamente. Ma non ho fretta”, spiega l’ex presidente del Consiglio Comunale. Che si definisce “un militante Udc”, smentendo così i rumors che lo davano possibile nome di riferimento della nuova Forza Italia siracusana. L’attrazione verso il centrodestra – semmai sia stata tale – pare allora già tramontata. “Quell’area è comprensibilmente in stand by. Ci sono vicende nazionali da chiarire e dalle quali dipenderà anche il futuro del centrodestra siracusano. La rimodulazione dell’offerta politica, a mio avviso, sarà profonda” e richiederà diversi mesi.  Edy Bandiera – che avrebbe potuto essere  il vice di Garozzo –  guarda poi alla “rimodulazione” in atto a sinistra. “Spettacolo triste, specie in tempi di grandi problemi sociali e quotidiani. Sembra che in atto ci sia uno scontro che di politico ha poco”, una sorta di redde rationem. “Ma il peccato è originario. Il Pd, per sua concezione, ha messo insieme persone con storie diverse. Una convivenza difficile, anche a Siracusa. Che non poteva non portare a una simile esplosione”. Da osservatore attualmente fuori dai giochi può anche permettersi il lusso di qualche giudizio. Sul Consiglio Comunale di Siracusa, ad esempio. “Poche sedute e temi, diciamo, leggerini”. Tranchant. “Purtroppo l’assise si porta ancora dietro strascichi di carattere elettorale. Io prevedevo che sul prg o sul piano particolareggiato per Ortigia o ancora sul porto di Siracusa ci sarebbero state decise prese di posizione. Finora, invece, poco è cambiato rispetto al passato”.

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