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Augusta. Esercitazione Pollex al porto: simulato l’urto di una petroliera ed emergenze a catena

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Si è svolta questa mattina al porto di Augusta l’esercitazione Pollex 2014, per mettere alla prova la macchina organizzativa da mettere in campo per il contrasto ad un tipo di inquinamento causato dalla fuoriuscita in mare di idrocarburi, dopo la rottura di una conduttura del Superpontile della raffineria Isab per l’urto di una petroliera in fase di disormeggio. Una situazione ben precisa, simulata nelle acque megaresi con l’obiettivo di tutelare l’ecosistema marino. Il comando generale delle Capitaneria di Porto ha individuato lo specchio d’acqua della struttura portuale di Augusta per effettuare la complessa esercitazione, inserendo anche altri scenari definiti “secondari”, con l’intervento di tutti i soggetti, in un modo o nell’altro, coinvolti nel caso in cui si verificassero emergenze come quella ipotizzata. Simulati anche l’incendio a bordo dell’unità mercantile all’ormeggio, l’evacuazione medica di un marittimo infortunato a bordo, l’innalzamento del livello di security, legato alla sospetta presenza di un ordigno esplosivo. L’esercitazione è partita con la segnalazione di un incendio a bordo da parte del comandante della motocisterna Ft Odin, battente bandiera italiana e ormaggiata all’accosto 18 del Superpontile Isab. Al via, dunque, le operazioni di spegnimento con l’intervento della motobarca dei vigili del fuoco e  di due rimorchiatori della società Augustea. Quindi il sopralluogo post spegnimento, con personale specializzato della Capitaneria di Porto di Augusta, dai Vigili del Fuoco, dal Pilota, dai rappresentanti degli enti tecnici R.I.Na. e Bureau Veritas e dal chimico del porto,  che hanno rilevato la presenza nella zona dell’incendio di “cavi elettrici” che hanno lasciato ipotizzare l’esplosione di un piccolo ordigno. A quel punto, l’innalzamento del livello di security a “livello 3″, sia in ambito portuale che a bordo della nave ed all’interno della raffineria, prevedendo nel contempo, il disormeggio in “emergenza” della nave.

A seguire, è stato simulato un inquinamento di gasolio in prossimità del pontile, causato alla rottura di una conduttura, a seguito dell’urto della nave contro il pontile, durante le operazioni di disormeggio.

In via cautelativa, la nave è stata rimorchiata in una zona sicura del porto (distante dal centro abitato), individuata nel cosiddetto “luogo di rifugio” del porto di Augusta, mentre in prossimità del pontile, i mezzi delle ditte SNAD, Ternullo e Patania procedevano alla stesura delle panne galleggianti (per confinare l’inquinamento) ed alla bonifica degli specchi acquei inquinanti con i mezzi disinquinanti.

L’esercitazione si è completata, nell’ultimo scenario esercitativo, con lo sbarco di un marittimo infortunatosi alla gamba, dal mercantile a bordo della motovedetta SAR CP 879 della Guardia Costiera di Augusta, e successivo trasporto dal “luogo di rifugio” sino alla Nuova Darsena Servizi.

Sul luogo dell’esercitazione sono state impiegati, oltre agli equipaggi delle motovedette della Guardia Costiera di Augusta CP 879, CP 716 e GC A79, anche gli uomini del distaccamento portuale dei VV.FF. di Augusta, i mezzi dei servizi portuali (Corporazione Piloti, Gruppo Ormeggiatori, Soc. Augustea, Gruppo Barcaioli ed i mezzi disinquinanti delle Società SNAD, Ternullo e Patania) ed il personale in servizio presso il Superpontile ISAB, i cui singoli interventi sono stati diretti e coordinati dalla sala operativa della Capitaneria di Porto di Augusta.

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