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Siracusa.Giuristi di tutto il mondo al meeting Isisc: arriva il sottosegretario delle Nazioni Unite. Apertura con Crocetta e Bernardini.

Adama Dieng (1)

Giuristi provenienti da tutto il mondo in città per partecipare all’High Level Meeting of Experts organizzato dall’Isisc, l’istituto superiore internazionale di Scienze Criminali. Oltre 90 esperti si confronteranno fino al 7 settembre prossimo sull’ “impatto della globalizzazione sul futuro dei diritti umani e della giustizia penale internazionale”. L’apertura dei lavori, oggi, affidata al presidente della Regione, Rosario Crocetta. Tra gli ospiti , il vice segretario generale della Farnesina, Antonio Bernardini, l’ex sottosegretario alla Difesa, Stefano Silvestri, il sottosegretario generale delle Nazioni Unite, Adama Dieng, l’ambasciatore statunitense Stephen J.Rapp e l’alto rappresentante per l’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite, l’ambasciatore Nassir Abdulaziz al-Nasser. “La globalizzazione, nelle sue varie forme- spiega il presidente dell’Isisc, Cherif Bassiouni- ta trasformando repentinamente valori e priorità dell’intera comunità internazionale. Quelli che erano ormai considerati come diritti umani inalienabili, sono ora messi in discussione da esigenze economiche e politiche che evidenziano sempre di più l’”eccezionalità” rappresentata da quei Paesi più potenti nei confronti di quelli più deboli, ciò mentre le grandi multinazionali sono oramai al di sopra di un controllo efficace sia da parte del diritto internazionale che del diritto nazionale. È necessario, pertanto, che tutti gli addetti ai lavori acquisiscano una migliore consapevolezza del fatto che l’aumento della popolazione mondiale e le conseguenze delle crescenti crisi ambientali avranno un impatto significativo nei vent’anni a venire sulle popolazioni più vulnerabili del mondo, poiché il rischio è che quelli che consideravamo valori e diritti umani acquisiti fino a pochi decenni fa- conclude il presidente dell’Istituto di Scienze Criminali-  diventino sempre meno prioritari nei confronti delle gravi crisi cui l’umanità dovrà far fronte, e ciò sarà più evidente per quei Paesi, oramai la maggior parte, che risultano particolarmente vulnerabili a questi ed altri fattori destabilizzanti.”

(Nella foto Adama Dieng)

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