• Il fallimento della ex Provincia Regionale di Siracusa, dissesto entro aprile: debiti per 280 milioni

    Alternativa al dissesto non c’è. La ex Provincia Regionale di Siracusa da ieri è tecnicamente fallita. Mancano solo i documenti ufficiali e la relativa delibera che, nei prossimi giorni e comunque entro il mese di aprile, non potrà far altro che certificare il default dell’ente siracusano.
    Il commissario straordinario, Carmela Floreno, ne ha discusso ieri a Palermo con il presidente della Regione, Musumeci. I numeri contenuti nel report definitivo redatto dagli ispettori regionali sono paurosi: l’ente ha accumulato debiti per 280 milioni di euro. Una enormità che non può essere giustificata con il semplice prelievo forzoso dello Stato e che parla chiaro di decenni di cattiva gestione. A fronte della quale, hanno convenuto in Regione, non c’è altro da fare se non dichiarare il dissesto. Come era ormai chiaro a tutti da anni e come si è cercato di evitare con decisioni tampone tra una elezione e l’altra. Chiara era stata anche l’assessore alle Autonomie Locali, Bernadette Grasso, quando a metà marzo disse: “Non so se riusciamo a salvare la ex Provincia Regionale di Siracusa dal dissesto”.
    Qualcuno adesso però, da Palermo come da Siracusa, dovrà spiegare come la ex Provincia Regionale di Siracusa abbia accumulato una simile passività. E magari accertare la sussistenza di responsabilità di carattere erariale. Fallisce l’ente e fallisce quella classe politica e dirigenza che lo ha guidato negli anni in un’alternanza di centrodestra e centrosinistra che può solo equamente spartire le eventuali responsabilità.
    La procedura di dissesto, una volta deliberato dall’ente, prevede la nomina di un commissario ministeriale. I dipendenti diretti sono tutelati, non rischierebbero cioè di perdere il posto di lavoro. Ma potrebbero essere destinati ad altri uffici, in altre province. A rischiare grosso sono gli 84 lavoratori della società in house Siracusa Risorse, privi di ogni copertura in quella ipotesi. Per loro un paracadute normativo non c’è.

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