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Il futuro di Ias, Vinciullo: “aumento delle quote della Regione fino all’80%”

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Per salvare l’Ias, “l’unica soluzione immaginabile, possibile e percorribile è quella di aumentare la presenza della Regione all’interno della società”. Lo dichiara l’On. Vincenzo Vinciullo, presidente della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS.
Si salvaguarderebbe così l’azione di depurazione e bonifica e dall’altra parte tutti i posti di lavoro, “ricorrendo alle cosiddette clausole sociali per assicurare il mantenimento degli indici occupazionali del personale impiegato nella gestione del depuratore di Priolo”, assicura Vinciullo.
La partecipazione della Regione in Ias è pari al 64,5%, mentre la parte rimanente è divisa fra Priolo Servizi, Esso Italia, ISAB Energia, Comune di Melilli, Comune di Priolo, Sasol, Versalis e IAS.
“Premesso che sarebbe opportuno che questo 1% in possesso dell’IAS venisse venduto al Comune di Siracusa, che come è noto è uno degli utenti, il problema è che la presenza della Regione al di sotto della soglia dell’80% non consente alla Regione stessa di affidare all’IAS la gestione dei propri impianti che per legge deve essere messa a gara. Nello stesso tempo – prosegue Vinciullo – i debiti che l’IAS ha nei confronti della Regione ammontano a oltre 2.800.000 euro, somme che, pare di capire, non c’è la volontà di versare nelle casse regionali e che di fatto mettono l’IAS in una condizione di incompatibilità con la Regione stessa, in quanto l’ex Consorzio ASI di Siracusa ha dato mandato ad un legale di recuperare le somme ad oggi non versate. Per questo motivo, propongo, che il capitale della Regione superi l’80%, cioè, i soci, non essendo nelle condizioni di versare alla Regione quanto dovuto, possono, anzi devono, cedere le proprie azioni alla Regione stessa, la quale, avendo una partecipazione superiore all’80% può gestire direttamente l’impianto senza necessità di andare in gara”.
Secondo Vinciullo i sei mesi di proroga sarebbe sufficienti per le operazioni propedeutiche e necessarie all’innalzamento della presenza della Regione nelle quote azionarie. “Di conseguenza – ha concluso l’On. Vinciullo – invito il presidente della società e l’assemblea dei soci a velocizzare il percorso di ampliamento della partecipazione della Regione, oppure a pagare alla Regione quanto dovuto e di applicare la norma sulla riduzione dei componenti del consiglio di amministrazione, anche in questo caso nel rispetto della norma sulle società che, ancorché per azioni, sono controllate in modo maggioritario dalla Regione Siciliana, ricordando sempre che l’unica società che, ad oggi, non ha applicato la norma regionale è proprio l’IAS, che pure si permette il lusso di non pagare quanto dovuto alla Regione e quindi ai siciliani”.

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