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Impianti sequestrati nella zona industriale, Sole24Ore: “leggi non scritte soffocano l’impresa”

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Il Sole24Ore offre una lettura critica del recente sequestro preventivo degli impianti industriali chiesto e ottenuto dalla Procura di Siracusa. Il quotidiano economico, in un recente articolo, saluta la decisione come frutto di “un sistema normativo à-la-carte” che sarebbe “basato su regole non scritte” e “deciso da alcune Procure e da alcuni esperti”. Questo, si legge nell’articolo, “per rispondere ai malumori di alcuni cittadini preoccupati i quali si sono informati approfonditamente su Google”. Sarcasmo.
Nell’articolo di Jacopo Giliberto l’estrema sintesi della vicenda è che due importanti impianti, Esso e Lukoil, hanno rischiato di “chiudere” semplicemente perchè “puzzano”. E il riferimento è alla famigerate sostanze non normate odorigene, causa dei miasmi. “Queste sostanze, non normate perché finora pare che non producano danni alla salute o all’ambiente, giustamente devono smettere di turbare il senso olfattivo di chi vive attorno alle raffinerie fino a rendere insopportabile la qualità dell’aria”, si legge piazzando tra le righe qualche colpo alle tesi della magistratura siracusana. Quasi attaccata frontalmente quando si argomenta che “le doglianze (di cittadini e associazioni, ndr) fatte proprie dalla Procura e dai suoi esperti avrebbero potuto portare alla chiusura dell’intero polo industriale, lasciando per strada senza lavoro migliaia di persone e aprendo ancora una volta il contenzioso fra occupazione, industria e cittadini informati”. La conclusione? “Strano Paese quello in cui cittadini e imprese possono essere processati per avere violato leggi non scritte”.
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