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Delitto Eligia. La confessione di Christian Leonardi su Mattino Cinque: “Non sopportavo le sue urla”

confessione leonardi

“L’ho messa con le spalle al muro. La tenevo ferma ma non mi torna in mente se l’ho colpita con le mani. Se le ho dato degli schiaffi o ho usato i pugni”. E’ uno dei passaggi della confessione di Christian Leonardi così come raccolta dagli inquirenti. A svelare i dettagli del racconto che il marito di Eligia Ardita, accusato di omicidio e procurato aborto, ha reso la mattina di sabato scorso è la trasmissione Mediaset “Mattino Cinque”, con l’esclusiva della confessione.
In studio, Federica Panicucci accompagna e commenta i vari stralci della confessione, ricostruita in grafica e con un doppiaggio audio. Collegato da Siracusa c’è papà Agatino, che rilancia il suo invito a cercare gli eventuali complici.
La trasmissione di Canale 5 presenta la ricostruisce dell’aggressione, gli ultimi istanti di vita di Eligia Ardita come li ha raccontati Christian Leonardi. “Non mi ricordo neanche se l’ho colpita alla testa. Non posso dire che non sia successo tutto questo in quegli istanti in cui non avevo più il controllo di me stesso”.
E ancora. “Non sopportavo le sue urla, le ho tappato la bocca con la mano. Con forza. Volevo che stesse zitta”. Immobilizzata contro il muro, Eligia sviene. “Ha iniziato a rimettere tutto quello che aveva mangiato durante la cena, sporcando il muro e la stanza”, ammette Leonardi.
La giovane infermiera, all’ottavo mese di gravidanza, finisce esanime sul pavimento. Rantola. “E’ stato in quel momento che ho avuto paura e mi sono fatto prendere dal panico”, racconta agli investigatori il marito reo confesso.
Su Mattino Cinque la confessione prosegue con le fasi immediatamente successive all’omicidio, prima della chiamata al 118. “Quando mi sono reso conto di quello che era successo ho pulito Eligia, le ho tolto i vestiti e gliene ho messi addosso degli altri. Poi ho ripulito la parete e il pavimento, le ho lavato il viso e i capelli con dei fazzolettini”.
A questo punto, in studio la Panicucci introduce un passaggio della confessione di Christian Leonardi che sembra una risposta alla domanda su come abbia potuto fare finta di nulla per otto lunghi mesi. “Ho cercato di vivere la mia vita nel mondo più normale possibile. Mi sfogavo con la cocaina e con il gioco. Poi, a un certo punto, ho cominciato a pregare…”.

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