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La protesta oltreconfine di Scuderi, “se ignorato potrei occupare pacificamente l’ambasciata”

ambasciata small

La protesta pacifica di Alberto Scuderi sbarca oltreconfine. Da qualche giorno a Bruxelles, il dipendente del Libero Consorzio di Siracusa ha protocollato in ambasciata una lettera aperta per spiegare i motivi dello sciopero della fame prima e del viaggio in autostop fin sotto le istituzioni europee adesso. Si tratta della stessa lettera che avrebbe voluto consegnare al Presidente della Repubblica, Mattarella, ed al presidente della Regione, Crocetta. Regione che ha un ufficio di rappresentanza proprio a Bruxelles ed a cui, in copia, Scuderi ha inviato la lettere.
“Nei giorni scorsi, sia a Siracusa che a Roma ho protestato pacificamente, in sciopero della fame; adesso ho raggiunto Bruxelles per tentare d’incontrare qualche eurodeputato, meglio se italiano”, racconta via mail Scuderi. E’ l’unico suo mezzo di comunicazione. Niente cellulare, primo doloroso taglio a causa della difficile situazione economica con la ex Provincia Regionale che non è più in grado di erogare con regolarità gli stipendi, bloccati da tre mesi.
Scuderi è pronto a tornare in strada e riprendere la sua protesta pacifica anche a Bruxelles “se le istituzioni italiane e la politica in genere continuerà ad ignorarmi”. Una protesta che si limiterebbe al suo italiano a Bruxelles e quindi al cortile dell’ambasciata.
“Alcuni colleghi mi hanno inviato una lunga lista di titoli di articoli di quotidiani pubblicati in questi ultimi sei mesi, cui far tesoro al fine di ampliare le conoscenze sul caso Siracusa che si trascina oramai da troppo tempo, senza risposte e senza intervento. In ballo ci sono persone e non numeri”, racconta ancora Alberto Scuderi.

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