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La storia di Esmeralda. “Addio Siracusa, qui non si vive più. Prendo la famiglia e vado a Panama”

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Esmeralda ha 43 anni. E’ nata a Favignana ma da vent’anni vive a Siracusa. Qui ha messo su famiglia: marito, due figli. Una vita come tante, poi la crisi e la decisione. “Lascio tutto e tutti. Con la mia famiglia andiamo a Panama qui non c’è più nulla per noi”, racconta tutto d’un fiato ma senza tradire emozione.
Il marito, di 48 anni, aveva una officina di lavorazione di allumino. “Due anni fa ha dovuto chiudere bottega. Il lavoro, ormai, non c’era”. Insieme ai figli non si sono persi d’animo e hanno creato una nuova attività. “Abbiamo venduto la macchina per comprare un furgoncino. Ci siamo messi a consegnare il pane a domicilio, porta a porta. Sveglia alle 5, poi in strada con la pioggia e il vento. Ma ormai la gente risparmia anche sul pane. Non ci uscivamo più con i conti”. E allora l’inevitabile. “Emigriamo, via da Siracusa. Via dall’Italia. Non sappiamo come sbarcare il lunario. E lo Stato continua a inviarci tasse anche se l’officina di mio marito ha chiuso. Ma dove li prendiamo i soldi? Così ci soffocano. L’Italia è in guerra economica e noi siamo i caduti di questa guerra”, dice Esmeralda a ciglio asciutto e con tanta amarezza nella voce.
A fine anno partirà per Panama insieme al figlio più piccolo, di 13 anni. Suo marito, insieme al primogenito di 20 anni, stanno per chiudere le valigie e andare dall’altra parte del mondo per preparare il terreno. “Ci vuole più coraggio a restare che a partire. Si sopravvive con un pugno di mosche. Non è vita”.
A Panama potrà contare sull’appoggio di alcuni amici. “Sono anni che ci dicono di andare, che in Sicilia non si vive più. Ho sempre detto no, ho combattuto. Ci ho provato in ogni modo. Ora basta”. Tornare? “Magari in vacanza. Ma solo per quello”.

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