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Melilli e Priolo: si avvicina la scadenza del contratto con Ias. Quale futuro per la depurazione?

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Organizzata dai sindaci di Melilli e Priolo, questa mattina, si è tenuta una riunione, nell’aula consiliare del Comune di Melilli, per fare il punto sull’Ias. Sta per scadere il contratto di gestione del depuratore biologico consortile. Presenti i sindaci Pippo Cannata ed Antonello Rizza, il presidente dell’Ias, Maria Rosa Battiato, insieme ai suoi funzionari apicali ed ai rappresentanti di Cgil, Cisl ed Uil. Erano stati invitati anche i deputati regionali, che non sono stati, però, presenti a causa di precedenti impegni all’Ars.
La Regione è l’interlocutrice istituzionale in quanto proprietaria degli impianti e socio di maggioranza dell’Ias. Deve, quindi, decidere se prorogare l’attuale contratto, preparare un nuovo bando di gara o scegliere, comunque, un’altra soluzione che garantisca continuità all’attività del depuratore biologico.
In ogni caso, bisogna fare presto poiché il contratto di gestione scade il 31 dicembre di quest’anno. Da gennaio del 2016, quindi, il depuratore non avrà alcuna gestione legittima se non si preparano per tempo tutti gli atti propedeutici a garantirne il proseguo dell’attività.
Gli impianti dell’Ias depurano le acque provenienti dalle industrie e dai centri abitati, con una gestione mista tra pubblico e privato.
“Marina di Melilli, fiore all’occhiello del nostro comparto turistico, senza il depuratore tornerebbe ad essere una discarica invivibile, come era trent’anni addietro – ha sottolineato Antonello Rizza – I tempi sono strettissimi e dobbiamo lavorare da subito per individuare le soluzioni tecniche che consentano di non interrompere l’attività di depurazione. E’ necessario, inoltre, che i Comuni industriali continuino a pagare il servizio di depurazione al giusto prezzo, impedendo che si arrivi, con un’eventuale nuova gestione, a picchi di costi insostenibili”.
In chiusura di riunione, invece, il direttore amministrativo dell’Ias, Leonardo Mirandola, ha chiarito che per l’Ente gestore la proroga di un solo anno non è accettabile, perché non si potrebbero programmare attività a medio termine ed investimenti. La continuità della gestione, di conseguenza, per ottimizzare l’attività, deve essere garantita fino alla consegna degli impianti ad un eventuale altro gestore.
Si è deciso di chiamare in causa la prefettura, chiedendo al prefetto Gradone di convocare al più presto un vertice in cui sia presente la Regione, la quale deve chiarire cosa intende fare per garantire il futuro del depuratore biologico consortile.

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