• Miasmi a Siracusa, interrogazione al Ministro dell'Ambiente. Amoddio

    Il fenomeno dei miasmi a Siracusa finisce in Parlamento. La deputata del Pd Sofia Amoddio ha presentato un’interrogazione rivolta al Ministro dell’Ambiente. La Amoddio ha chiesto un intervento urgente “per adottare il piano di risanamento della qualità dell’aria, il piano di monitoraggio regionale e un inventario delle sostanze inquinanti ed insalubri presenti nell’aria”.
    La parlamentare democratica ha spiegato come la “situazione a Siracusa e nei Comuni all’interno del Sito di Interesse Nazionale è diventata insopportabile e i cittadini hanno diritto a risposte e fatti certi”. E cita il rapporto di allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’esposto in Procura presentato da un comitato spontaneo di cittadini per ottenere chiarezza sul fenomeno dei cattivi odori e sull’attendibilità dei controlli. “Ma poco o nulla è stato fatto sia a livello nazionale che a quello regionale”, denuncia la Amoddio. “Siamo ancora in attesa degli interventi di bonifica a fronte dei 106 milioni di euro assegnati nell’ultimo accordo di programma e, nel frattempo, i dati forniti dalle centraline dell’Arpa Sicilia e della provincia regionale mostrano degli sforamenti impietosi dei valori di alcune sostanze. Il tempo passa inesorabile e si porta via la salute dei cittadini della nostra provincia”, la dura accusa.
    Per la deputata Pd è arrivato il momento che “il Ministro inviti l’avvocatura distrettuale dello Stato di Catania ad esercitare le facoltà ed i diritti connessi alla persona offesa nel procedimento penale certamente avviato dalla Procura della Repubblica di Siracusa a seguito dell’esposto presentato dai cittadini di Siracusa; e ancora, che rivaluti il provvedimento di rigetto della richiesta di partecipazione del Comune di Siracusa al procedimento di riesame dell’AIA dato che Siracusa ha nel proprio territorio, fonti di immissione rilevanti in atmosfera come il pontile carico/scarico di Santa Panagia. Infine, credo sia arrivato il momento di realizzare il sistema di monitoraggio S.I.M.A.G.E. (Sistema Integrato di Monitoraggio Ambientale e Gestione delle Emergenze, ndr), simile a quello presente nell’area industriale di Porto Marghera”.

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