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Miasmi. Nuovo sforamento dei limiti di idrocarburi non metanici nell’aria. Esposizione cronica

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Un’altra mattina segnata da una forte puzza nell’aria. A Siracusa sembra diventata una costante. Da Grottasanta a Belvedere passando per l’Isola e Ortigia. Non c’è zona da cui non si moltiplichino le segnalazioni. “Lavoro come badante da una signora anziana e devo tenere le finestre chiuse sennò non respira”, racconta al telefono Maria, una lettrice di SiracusaOggi.it. “Senza maschere antigas quasi non ci si può muovere”, scrive invece ironico Emerico. E poi decine e decine di altre telefonate, messaggi ed email.
La puzza sarebbe dovuta alla presenza di composti solforati nell’aria. Di certo c’è che le centraline della rete della Provincia Regionale hanno registrato ancora valori sopra la norma, in particolare di idrocarburi non metanici. Tra le 6 e le 8 di questa mattina il fenomeno è stato particolarmente intenso, come certificano i dati delle centraline Acquedotto e Scala Greca. In assenza di vento e con un traffico cittadino ancora inesistente, vista l’ora, picchi di 568,32 di Nmhc (ug-C/m3) – idrocarburi non metanici registrati a Scala Greca – a fronte di un valore considerato “Normale” che si attesta attorno ai 200 rappresentano un chiaro sforamento. Solo attorno le 9 di questa mattina il valore è sceso. Più intenso il fenomeno registrato dalla centralina Acquedotto dove tra le 6 e le 9 di quest’oggi il valore degli idrocarburi non metanici non è mai sceso sotto i 300 toccando una punta media-oraria di 458,60 verso le 7.00.
Da Roma, nuova denuncia della parlamentare siracusana Sofia Amoddio che oggi interverrà alla Camera per denunciare la situazione.
“Signor Sindaco, intervenga con forza, nella sua qualità di responsabile della salute dei siracusani”, è l’appello del consigliere comunale Salvo Sorbello. “Chieda all’Asp di sapere il numero delle persone che in queste giornate di puzza a go-go sono costrette a rivolgersi alle strutture sanitarie. Nei pressi di Milazzo i cittadini esasperati sono arrivati ad installare sul tetto di una chiesa, in maniera autonoma, delle centraline per il monitoraggio delle polveri sottili. Dovremo farlo anche a Siracusa? Faccia magari intervenire il nuovo assessore regionale all’ambiente. Faccia qualcosa, signor Sindaco, perché non se ne può proprio più″.
Ma per i cittadini sono i gironi delle perplessità e della frustrazione. Difficile accettare come l’unica risposta istituzionale sia la diatriba sulla presenza del Comune di Siracusa al tavolo romano per le Aia. Eppure anche da lì può passare il cambiamento.
“Si, ma cosa stiamo respirano? E’ pericoloso? Ho una bambina piccola…”, ci dice Lino al telefono. In presenza di una esposizione ormai cronica e in alcuni casi acuti, è compito dell’azienda sanitaria provinciale dare queste risposte ai cittadini.

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