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Noto. Dal 24 al 27 luglio il “Folk BaRock” di Carlo Muratori

folk barock

Debutta giovedì a Noto la seconda edizione di “Folk Barock”, festival della musica popolare ideato e diretto da Carlo Muratori. Quattro serate, dal 24 al 27 luglio, all’insegna della musica d’autore. Particolare attenzione ai linguaggi, ai dialetti e alle interpretazioni. Nello scambio osmotico di cui si nutre e vive l’arte, dove nessuna forma è sorda, indifferente e immune al sentire che gira intorno, le culture di radice e di tradizione orale hanno da sempre esercitato un rilevante ruolo ispiratore e contaminante anche del “mainstream”. Perfino la canzone d’autore (forma musicale fra le più colte e sofisticate), che in Italia ha raggiunto momenti di culto, è stata influenzata in molti casi dalle culture e dai linguaggi dialettali, creando modelli poetici originali ed alternativi che hanno tentato di porre un argine, nel pop e nella musica leggera italiana, alla sopraffazione stilistica e commerciale anglo-americana. Di particolare interesse risultano i progetti di cantautori che hanno prodotto sin dagli anni cinquanta repertori di nuove canzoni con forte impronta popolare. Dal repertorio del primo Modugno degli anni cinquanta, con composizioni dialettali in pugliese, calabrese e siciliano (Lu pisci spada, Malarazza, Resta ccu me, Strada anfosa…), passando per le canzoni di Pino Daniele in napoletano, alcune straordinarie composizioni dei Tazenda in sardo, Battiato, Carmen Consoli,Roy Paci, Carlo Muratori…. in siciliano, fino ad arrivare al sorprendente De Andrè di Creuza de mà in genovese, ma anche in sardo e napoletano. La storia della musica leggera italiana dimostra come siano ancora svariate e auspicabili le possibilità di interazione fra il folk e il pop, maggiormente in una Italia che è il portato corale di eccellenti culture regionali.  Folk Barock, nel solco tracciato dalla prima edizione, affronterà quest’anno questa partitura con proposte concertistiche e seminariali di alto profilo artistico, che tenteranno di rappresentare l’originalità e la densità di progetti musicali nazionali che si confrontano con i linguaggi delle culture minoritarie d’Italia.

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