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Noto. Dossier sulle povertà: la Caritas svela numeri e nuove fragilità

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Povertà in aumento nel territorio della diocesi di Noto. E sono cinque i Comuni siracusani che vi rientrano n ovvero Avola, Pachino, Portopalo, Rosolini e Noto appunto. Nel suo report annuale, la Caritas fotografa una situazione ancora e purtroppo di grande sofferenza.
Al punto da arrivare a parlare di povertà “standardizzata” che riguarda sempre più italiani e fasce della classe media.
Nel 2015 sono stati più di 5.000 gli interventi effettuati dai 40 centri di aiuto delle parrocchie, con 200 “percorsi di povertà complesse” accompagnati dai 6 Centri di ascolto. Sono povertà certo economiche, ma anche povertà legate a fragilità relazionali e a crisi familiari.
Il contesto sociale appare incapace di quella prossimità una volta assicurata dal vicinato, e tutto si aggrava per la mancanza di lavoro. Il dossier allora sottolinea proprio lo sforzo di questi anni “per generare una rete di aiuti intelligente e appassionata: i Centri di aiuto ascoltano i bisogni e un sistema informatico permette di sapere se si è stati aiutati altrove e questo per evitare furbizie o collaborare per le povertà più complesse. E non ci si limita a questo: un Centro di aiuto, rilevato un bisogno nei ragazzi legato al disagio scolastico, ha attivato un doposcuola; altri si sono organizzati per visite domiciliari che permettono aiuti più mirati e relazioni più vere”.
Maurilio Assenza, direttore della Caritas diocesana di Noto, spiega come per comnbattere queste situazioni bisogna “riattivare la comunità, dobbiamo ripensarci città con l’anima, accogliamo, mettendoci il cuore. Collaboriamo a percorsi di presa in carico attenti ad ognuno, distribuendo le risorse con intelligenza e con responsabilità sociale”.
Il classico sistema assistenziale che raccoglie e distribuisce le risorse disponibili è ormai superato. Serve altro. “Un sistema che rigenera e crea valore, mettendo al centro la persona”.

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