• Siracusa. Operazione “Tormento”, sgominate due bande specializzate in “spaccate”: i nomi e le foto

    Due distinte bande, una composta da romeni l’altra da catanesi. Si erano specializzate in furti con spaccata e rapina. All’opera in più province, in quella siracusana avevano portato a compimento almeno 25 colpi con modalità simili: auto utilizzate come ariete e poi in pochi minuti arraffavano quanta più merce possibile, per poi rivenderla. E per i commercianti erano diventati un vero tormento, da qui il nome dell’operazione: “Tormento”, appunto.
    Gli arrestati sono complessivamente 13 ma all’appello mancano ancora altre 8 persone. Gli investigatori contano di chiudere a breve il cerchio. Gli arrestati sono Iulian Moise, rumeno di 28 anni, Florin Stoian, suo connazionale di 27 anni. Rumeno anche Alexandru Corodeanu, 25 anni. Catanesi invece, Graziano Crisafulli, Salvatore Maugeri, Filippo Beninato, Salvatore Fazio, Nunzio Davide Scvrivano, Alessio Pavone, Fabrizio Drago, Andrea Alonzo, Omar Nassibi.
    Un anno e mezzo circa di attività investigativa, scrupolosa e complessa. Gran lavoro per il nucleo investigativo dei carabinieri che con certosine verifiche sono riusciti a risalire alle identità degli arrestati, “seguiti” attraverso utenze telefoniche chiuse e pertanto complicate da intercettare. Ma mettendo in fila un indizio dopo l’altro, con la collaborazione del procuratore Scavone e del sostituto Grillo, il quadro probatorio ha preso corpo.
    Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 300 chili di tabacchi provento del furto con spaccata ai danni di un singolo esercizio, 10 auto rubate utilizzate come “ariete” per sfondare le vetrine e altrettante centraline elettroniche utilizzate per il furto dei veicoli con cui guadagnarsi la fuga. Le due bande – che non avrebbe alcun punto di contatto in comune – sarebbero responsabile di 42 episodi in tutto: 22 messi a segno dal gruppo catanese e 20 dai rumeni.
    Entrambi i gruppi criminali vengono descritti come determinati e spregiudicati. In particolare i catanesi, dotati di organizzazione che comprendeva basista e vedette. Al punto da pensare di poter colpire liberamente anche in centro città, come avvenuto ad esempio ad Avola.
    Con guanti per evitare di lasciare impronte e passamontagna, entravano in azione nottetempo. In almeno due occasioni non hanno esitato ad usare violenza ed a minacciare chi disturbava il loro piano. In un’altra occasione, intercettati da una pattuglia, per sfuggire alla cattura hanno imboccato contromano l’autostrada Siracusa-Catania contromano per poi abbandonare la vettura con la refurtiva ancora a bordo, dopo un ribaltamento a causa della forte velocità. Non paghi, si sono lanciati da un dirupo per proseguire la fuga a piedi.

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