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Pachino. Operazione Ciliegino: trasporto “imposto” agli imprenditori agricoli: tre indagati

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Minacce nei confronti degli agricoltori della zona sud della provincia, soprattutto Pachino e Rosolini, così come ai titolari di imprese di trasporto concorrenti, per acquisire piu’ numerose commesse. Se ne sarebbero resi responsabili, secondo la Procura, Giuseppe Caruso, avolese di 52 anni, Santo Spadaro, catanese di 62 anni (deceduto)b  e Carlo Massa, rosolinese 44enne, domiciliato a Ispica. La polizia giudiziaria del commissariato di Pachino ha notificato loro l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Il reato ipotizzato è illecita concorrenza mediante violenza e minaccia in concorso in quanto, “in concorso tra loro, dal 2009 al 2011, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso compivano atti di concorrenza illecita nell’esercizio dell’attività commerciale di autotrasporto ponendo in essere reiterate minacce nei confronti di produttori agricoli della zona sud della provincia di Siracusa, specie Pachino e Rosolini, nonché di titolari di imprese di autotrasporto concorrenti operanti sul territorio con l’intento di acquisire più numerose commesse di trasporto”.
L’indagine trae origine da alcune denunce di imprenditori. La coltivazione e commercializzazione del pomodorino era il punto di partenza, essendo un settore trainante, nella zona sud, dell’economia locale, con la distribuzione sia in territorio nazionale e sia all’estero. Le aziende gestite a livello familiare sarebbero state il bersaglio degli indagati. Nel gennaio 2010, personale del commissariato di Pachino, su segnalazione dell’associazione antiracket di Rosolini, sentì alcuni imprenditori operanti nel settore dei prodotti ortofrutticoli e relativo trasporto a seguito di alcuni accadimenti subiti che avevano minato il regolare svolgimento dell’attività lavorativa. In particolare, durante le festività natalizie del 2009, tali imprenditori avrebbero ricevuto, nella propria azienda, la visita di una persona non conosciuta. L’incontro era finalizzato alla riorganizzazione dei trasporti nella zona. Giuseppe Caruso, originario del comune di Avola, avrebbe avanzato tale richiesta. In un altra occasione, un imprenditore, avrebbe, invece, ricevuto la visita di Caruso e Spadaro, titolare di una ditta di autotrasporti, che avrebbe in quell’occasione manifestato la sua intenzione di acquisire quote di lavoro dall’imprenditore anche a discapito di altre ditte che sino a quel momento avevano collaborato con lui, riuscendo nell’intento. Sarebbe poi accaduto con una cooperativa di Pachino.Anche Carlo Massa, referente della ditta autotrasporti Napoli Trans, con sede a Fisciano (Salerno) si sarebbe attivato per reperire commesse di lavoro nelle aziende agricole per la bassa Italia in piena sintonia con gli altri due indagati. La Napoli trans, secondo gli inquirenti,  affiancava l’altra ditta per allargare il volume di affari. Si rappresenta che lo sviluppo delle investigazioni, suffragate da servizi tecnici di intercettazione costituenti essenziali fonti di prova, ha permesso di far luce su quello che sarebbe stato un sistema illecito finalizzato ad acquisire il controllo del settore dei trasporti di prodotti ortofrutticoli, tra cui il pomodorino ciliegino,effettuati nella zona sud della provincia di Siracusa, esercitando un’illecita concorrenza con violenza e minaccia in danno delle ditte di trasporto e dei titolari di aziende agricole.

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