• Pippo Gianni accusato di corruzione per la realizzazione di un impianto fotovoltaico. "Io estraneo ai fatti"

    Un televisore lcd da 46 pollici e un telefono cellulare, due regali che sono valsi un’accusa di corruzione al deputato regionale siracusano Pippo Gianni. E l’ex assessore regionale all’industria si sarebbe ritrovato coinvolto in un’inchiesta della Guardia di Finanza di Napoli che, quasi per caso, indagando alcuni imprenditori per una maxi evasione avrebbe invece scoperto un giro di mazzette. Al centro c’è la realizzazione dell’impianto fotovoltaico di Monreale. Sorpreso non poco Pippo Gianni.
    “In relazione alle notizie riportate oggi sulla stampa circa un mio ipotetico coinvolgimento in fatti di corruttela relativi ad autorizzazioni di impianti fotovoltaici a Monreale mi preme sottolineare la mia più totale estraneità ai fatti, che dimostrerò con prove certe alla Magistratura inquirente il cui lavoro io rispetto”.
    Quando vennero rilasciate le autorizzazioni contestate, Gianni  non era più assessore da oltre sei mesi. “Inoltre non ho mai incontrato né conosciuto i beneficiari di questi atti amministrativi nè loro amici o conoscenti”. E sui presunti regali, il deputato specifica di non ricordare “televisori o telefonini cellulari ricevuti in dono nel Natale 2008 “.
    Poi sottolinea come da assessore  all’Industria della Regione Siciliana,  “al fine di garantire il massimo di correttezza e trasparenza all’azione amministrativa, ho nominato il giudice Severino Santiapichi consulente giuridico. Inoltre ho stipulato e sottoscritto un protocollo d’intesa con il Comando Regionale della Guardia di Finanza per il controllo di tutti gli atti amministrativi di competenza dell’Assessore. Cosa che è avvenuta regolarmente per tutto il tempo del mio mandato. Sono, perciò, certo che la mia totale estraneità a questi fatti sarà facilmente accertata e chiedo semplicemente che si faccia presto, perchè possa essere ristabilita la verità e mi si renda giustizia di fronte ai cittadini siciliani”.

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