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Ponte Cassibile: “riaprirlo subito, l’Anas ancora non ha il progetto definitivo”

ponte cassibile

E’ chiuso da nove mesi ma di cantiere ed operai neanche l’ombra. Il ponte di Cassibile è l’emblema di cosa può combinare la burocrazia siciliana, con la moltiplicazione di poteri e competenze che si riducono ad un “pasticciaccio” di cui, alla fine, nessuno è responsabile.
I lavori sul ponte dovevano durare tre mesi nelle previsioni di Anas. Demolizione, ricostruzione e strada tra Cassibile, Fontane Bianche e Avola riaperta tra settembre e dicembre 2014. Solo che poi è intervenuta la Sovrintendenza, un possibile vincolo sul ponte di epoca fascista e la necessità di una riprogettazione dell’intervento.
Ma nove mesi di incontri, dibattiti e polemiche non sono stati sufficienti a venire a capo della vicenda. La strada – e il ponte – sono ancora chiusi. “Anas ha sottovalutato il problema”, accusa senza mezzi termini il deputato regionale Enzo Vinciullo. “Se non erano nelle condizioni di modificare il progetto avrebbero dovuto dirlo subito in Prefettura, anzichè assicurare altro”, dice ancora l’esponente di Ncd.
Per il nuovo progetto si aspettava l’ok di Genio Civile e Sovrintendenza, arrivati nelle scorse settimane. Ma da Anas Sicilia nessun segnale. “Non si può giocare così con la gente, costretta a subire i disagi di una situazione che si protrae da troppo tempo. Anas deve riaprire la strada e il ponte. Troveranno il tempo per preparare il progetto esecutivo ma intanto si riapra tutto al transito”, insiste Vinciullo. “In estate, con migliaia di persone che si spostano nella zona sud e la sola tratta autostradale Cassibile-Avola ad assicurare il collegamento, di chi la responsabilità in caso di emergenze?”.

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