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Porto di Augusta, Camera di Commercio, Aeroporto: “c’è un piano per spogliare Siracusa”

Confesercenti

La vicenda della Autorità Portuale di Sistema scippata ad Augusta per trasferirne la sede amministrativa per due anni a Catania sarebbe solo l’ultima in ordine di tempo di una storia preordinata. Il sospetto nasce spontaneo, unendo con una linea alcuni passaggi come l’addio della Banca d’Italia a Siracusa, poi l’accorpamento delle Camere di Commercio con in mezzo la questione aeroporto ed infine Augusta e l’Autorità Portuale.
Una provincia ricca di risorse, capace negli ultimi 15 anni del maggiore pil siciliano grazie all’export legato in particolare alla zona industriale fa evidentemente gola. E quando gli interessi del territorio non vengono difesi adeguatamente, ecco che Siracusa diventa terra di conquista.
Per il vicepresidente della Camera di Commercio di Siracusa, Pippo Gianninoto, il sospetto è più che fondato. Ci sarebbe una vera e propria cabina di regia per “spogliare” Siracusa delle sue ricchezze sotto la spinta egemonica di Catania, la sua politica ed i soliti e sempre citati – ma non sempre esattamente chiari – “poteri forti”. E richiama politici locali ed istituzioni ad un sussulto per salvare quanto rimane ancora di siracusano, prima che venga soffocato da spinte colonizzatrici delle province vicine. L’allarme lanciato nel corso di una conferenza stampa nella sede di Confesercenti Siracusa.

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