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Portopalo. Falsità materiale e tentata truffa, sette indagati. C’è anche l’ex deputato regionale Coltraro

Villaggio Turistico Portopalo C.P.

Sette avvisi di conclusione indagini preliminari in una indagine relativa al restauro di un villaggio turistico a Portopalo. I sette sono accusati falsità materiale ed ideologica, abuso d’ufficio, soppressione di atti pubblici, uso di atti falsi e tentata truffa aggravata, finalizzati all’erogazione delle agevolazioni finanziarie della Comunità Europe, di fatto valutate e stabilite dalla Cassa Regionale per il credito alle Imprese Artigiane Siciliane.
Secondo l’accusa, avrebbero – a vario titolo – tentato di perpetrare i reati contestati al fine di ricevere oltre un milione di euro di sovvenzione pubblica per lavori mai effettuati ed autorizzati fittiziamente con atti falsi.
Tra gli indagati spiccano Mario Poidomani, 60 anni, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune e il notato ed ex deputato regionale Giambattista Coltraro, all’epoca dei fatti segretario della III Commissione Legislativa Parlamentare “Attività Produttive”, nonché amministratore di fatto del villaggio in questione.
L’indagine è scattato a giugno del 2013, quando i Carabinieri di Portopalo hanno sequestrato, presso l’ufficio tecnico di quel Comune, le domande di sanatoria per gli abusi edilizi relativi al villaggio, che sorge a meno di 500 metri dalla battigia, contrariamente a quanto disposto dalla legge regionale in materia.
Le successive investigazioni degli inquirenti hanno permesso di appurare come la società che gestiva tale villaggio turistico avesse prodotto false autocertificazioni ed attestazioni dell’esecuzione di lavori mai eseguiti e dei requisiti per l’accesso alle agevolazioni finanziarie pubbliche a fondo perduto. Appurato inoltre come l’ufficio tecnico di Portopalo avesse rilasciato due concessioni in sanatoria al vincolo di inedificabilità assoluta relativa all’immobile, ed abbia scoperto come lo stesso dirigente comunale abbia soppresso e modificato alcuni atti concernenti le richieste di condono avanzate nel tempo.
L’intervento delle forze dell’ordine e della magistratura, concretizzatosi immediatamente nei diversi sequestri e nell’analisi della documentazione attestante il tentativo di truffa, ha permesso di evitare un probabile danno economico alla Regione Siciliana. 

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