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Priolo. Bonifiche lontane, fondi a rischio. Il Ministero “scarica” la Regione

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Il sottosegretario al ministero dell’Ambiente, Silvia Velo, ha risposto all’interrogazione del parlamentare, Oreste Pastorelli. In Commissione Ambiente, l’onorevole socialista ha portato le problematiche connesse alla bonifica del Sito di Interesse Nazionale di Priolo Gargallo.
“Da anni ormai stiamo assistendo, pressoché inerti, alle conseguenze del gravissimo disastro ambientale che si è consumato nell’area industriale di Priolo, determinando una situazione di grave e concreto rischio per la salute delle popolazioni che vivono in quel territorio. Ho pertanto chiesto al governo di avviare iniziative, d’intesa con gli altri enti presenti sul territorio, per un Piano di bonifica delle aree dismesse della zona industriale”, ha scritto Pastorelli nell’interrogazione.
Il Sottosegretario all’Ambiente Velo, nella risposta fornita, ha dichiarato che “le opere di bonifica sono previste dall’Accordo di Programma Quadro del 2008, integrato l’anno successivo, che prevedeva un investimento per interventi di riqualificazione pari a 774.500.000 euro, risorse poi implementate con delibera CIPE n. 87/2012, sempre da destinare alla messa in sicurezza e bonifica delle aree. Si è poi attivato un percorso di riprogrammazione dell’accordo per il quale il Ministero ha fornito le proprie integrazioni. Ad oggi la Regione Sicilia non ha implementato il testo con le schede richieste dal Ministero dell’Ambiente, in data 1º agosto 2012 e dal Ministero dello Sviluppo Economico il 5 settembre 2014″.
Il 29 ottobre 2014, il Dipartimento della Programmazione della Regione Sicilia ha comunicato che “le risorse della delibera CIPE n. 87/2012 sono a forte rischio disimpegno. Ne consegue che non esisterebbero le condizioni per la sottoscrizione di un APQ Rafforzato, venendo meno le risorse di cui alla Delibera CIPE 87/2012″.

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