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Priolo. Corrente gratis dall’impianto fotovoltaico Eni? Scarinci: “Proposta populista”

Beniamino Scarinci

Una proposta che sarebbe soltanto populismo quella dei consiglieri Biamonte, Carducci e Fiducia
in merito alla paventata ipotesi della costruzione di un impianto fotovoltaico da parte di Eni. A sostenerlo è il consigliere comunale Beniamino Scarinci, convinto che chiedere una percentuale di corrente gratis, per i cittadini e per gli edifici pubblici di Priolo, sia demagogia allo stato puro. “Non sanno che nessun soggetto può fornire ad altro soggetto energia elettrica gratuitamente – spiega Scarinci- ma la cosa inverosimile è che coloro che svolgono il ruolo di consiglieri comunali non conoscono neanche un minimo di legislazione in merito, infatti è già previsto per legge che chi realizza investimenti nel campo delle energie rinnovabili riconosca una compensazione al Comune nel quale realizza l’impianto. Appare appena utile ricordare che nel caso della realizzazione dell’impianto fotovoltaico di 13,2 MW esistente sul territorio di Priolo il consiglio comunale fu chiamato a deliberare sullo schema di convenzione che prevedeva le compensazioni del caso e gli stessi consiglieri che oggi chiedono vantaggi per i cittadini furono contrari in quella occasione. Purtroppo -aggiunge il consigliere- si continua a constatare oltre ad una superficialità inopportuna nell’affrontare temi delicati anche ad una ostinazione a perseguire proclami populistici. Ribadisco che l’impianto in questione dovrebbe nascere nell’unica area che anche se a destinazione industriale è rimasta incontaminata da insediamenti, l’area in questione ancorché all’interno del SIN non è interessata da processi di bonifica del suolo in quanto questo dalle caratterizzazioni è risultato pulito proprio perché su di esso non insistono impianti, l’area in questione è interessata soltanto dalla messa in sicurezza della falda come lo sono tantissime altre anche a vocazione agricola, è veramente incomprensibile come qualcuno possa pensare di acconsentire ad Eni, che ricordo non essere un piccolo o medio imprenditore privato ma il braccio industriale dello Stato, di venire nel nostro territorio e fare solo business a spese di tutti noi e della nostra terra e adesso anche del sole”. Per Scarinci sarebbe invece auspicabile che “Eni pensasse a riconvertire centinaia di ettari di aree che ricadono all’interno del multi-societario, queste sì che sono interessate da interventi di bonifica e ricadono all’interno di un contesto industriale che ha tutte le necessità di essere rilanciato”.

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