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Priolo. Le polemiche sul badge con l’impronta digitale, risponde la Gis: “Così più sicurezza per il lavoratore, senza ledere privacy”

pietro nudo

Pietro Nudo, l’amministratore delegato della Gis srl, la società che in questi giorni sta lavorando per la distribuzione ai lavoratori del sito petrolchimico di Priolo di un nuovo badge unico contenente dati biometrici (impronte digitali), risponde alle preoccupazioni e alle accuse mosse dai sindacati.  E spiega come il nuovo servizio garantisca una  semplificazione delle procedure di accesso ai vari impianti che permetterà allo stesso tempo di innalzare gli standard di sicurezza per i lavoratori. “Il nuovo sistema, difatti, permetterà di individuare in maniera efficace il personale che si trova all’interno dello stabilimento, per consentire l’eventuale ricerca e recupero di coloro che dovessero mancare all’appello nei vari punti di raccolta come previsto dal piano di emergenza”.
L’impronta digitale – che non sarà memorizzata in un database ma custodita criptata nel badge del lavoratore – servirà  da deterrente contro usi fraudolenti del tesserino e non per verificare orari di entrata ed uscita, peraltro già “compito” del badge con o senza dati biometrici. “Troppo speso accade che soggetti non autorizzati accedano al sito multisocietario con il badge di un altro lavoratore, autorizzato, e spesso a sua insaputa”, dice Nudo che ribadisce una volta di più come l’impronta digitale serva soprattutto a  tutelare i lavoratori assicurandone l’identità.
Ecco perchè rispedisce al mittente la diffida ingiunta dai sindacati, in quanto priva di fondamento. Ma la chiusura verso Fim, Fiom e Uilm non è totale: “restiamo a totale disposizione di eventuali incontri o richieste di chiarimento che dovessero venire da parte delle sigle sindacali, nella convinzione di aver operato in maniera scrupolosa nell’osservanza delle norme e dei diritti dei lavoratori, contribuendo a costruire un sistema che ne tuteli maggiormente la sicurezza e la salute”.

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