• Priolo. Mensa scolastica, prima settimana del nuovo servizio a pagamento

    L’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Priolo, Luciano Di Mauro, soddisfatto per la prima settimana di servizio di mensa scolastica. “Nonostante qualche piccolo aggiustamento, soprattutto forti dell’esperienza maturata negli anni passati, il servizio risulta efficiente, ben strutturato e di ottima qualità”. Il servizio è gestito esclusivamente dalle dirigenze scolastiche del 1° e 2° Comprensivo “e mira a soddisfare le esigenze degli alunni delle scuole elementari così come quelli delle scuole medie ma soprattutto dei bambini della Materna”.
    Da quest’anno chi usufruisce del servizio paga una quota “poiché si tratta di uno di quei servizi definiti a domanda individuale, dove corre l’obbligo ministeriale di doverlo elargire esclusivamente a pagamento”, spiega Di Mauro. A Priolo, fino allo scorso anno scolastico, la mensa era gratuita. “Abbiamo suddiviso l’utenza totale in 4 fasce di reddito individuando la soglia dei 5.000 euro per l’esenzione totale, la prima fascia. Le altre 3 fasce di reddito comportano una spesa giornaliera per l’utente che va da 50 centesimi a 1,50. Rapportati ai 3,50 di altri Comuni limitrofi è da considerare un vero e proprio prezzo simbolico”.
    I priolesi si mostrano però perplessi sulla variabilità del menù come per le esigenze dei bambini più piccoli che non riescono a consumare il pasto. “Il menù, dettato da parametri di equilibrio e bilanciamento di fattori energetici e nutrizionali, è stato composto da personale tecnico Nutrizionista e concordato con i Dirigenti scolastici che a loro volta hanno sottoposto all’attenzione del consiglio di classe con i genitori, per soddisfare, nei limiti
    del possibile, le esigenze di gradimento di tutti. Inoltre, il Personale Docente o
    di Supporto Paritario, viene fornito di speciali attrezzature in dotazione per
    permettere a tutti quei bambini, incapaci di provvedere da sé alla consumazione del
    cibo, atti a poter aiutare il bambino stesso a consumare gli alimenti senza
    necessariamente toccare le derrate con le proprie mani”, precisa l’assessore.

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