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Priolo. Sciopero Ias, rallenta per 24 ore la depurazione dei fanghi industriali: “no rischio ambientale”

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Si ferma per 24 ore il depuratore Ias. Braccia incrociate da questa mattina per i circa cento lavoratori coinvolti, tra diretti ed indotto. Con loro i segretari delle sigle dei chimici di Cgil, Cisl e Uil (Tripoli, Rizzuti e Bottaro).
Una fermata controllata per la struttura che si occupa di depurare in particolare fanghi e reflui della zona industriale. I processi di depurazione rimangono garantiti ma il conferimento da parte delle aziende dell’area industriale è fortemente rallentato. Lo sciopero, quindi, non avrà riflessi diretti dal punto di vista ambientale. Discorso diverso, però, se l’agitazione dovesse proseguire. Il depuratore consortile è infatti considerato il “fegato” della zona industriale. Insomma, organo vitale.
I lavoratori, con la protesta di oggi, vogliono sollecitare la Regione ancora attendista nella scelta di un modello di governance per il depuratore. Per i sindacati (e per i lavoratori) sarebbe utile continuare con la partecipazione mista pubblico-privato che sin qui ha permesso alla struttura di svolgere bene il suo lavoro. Ma da Palermo si guarda anche ad altre soluzioni, senza ancora decidere. In questa situazione di limbo, Ias non può assicurare gli investimenti necessari per la manutenzione, con tutti i rischi annessi. Non solo, anche i lavoratori iniziano a nutrire preoccupazioni per il loro stesso futuro.
Più lo stallo perdura, più la situazione si complica.
I lavoratori hanno ricevuto la solidarietà della deputata regionale Marika Cirone Di Marco, che li ha raggiunti al presidio. Attesi anche i sindaci di Priolo, Melilli e Siracusa.

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