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Qualità dell’aria e tutela ambientale: duro attacco dei Verdi, “danni incommensurabili”

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Uno dei primi effetti della riforma delle Province in Sicilia? Per Siracusa non sarebbe positivo. “L’instabilità amministrativa creata sta arrecando danni incommensurabili all’ambiente”. A dirlo è il portavoce dei Verdi, Peppe Patti. Che fa un veloce elenco delle emergenze ambientali. “Dalla gestione delle Riserve al controllo delle reti fognarie fino ad un sistema viario abbandonato a se stesso. Ma il danno maggiore è arrecato al monitoraggio della qualità dell’aria, con la mancata manutenzione delle centraline di rilevamento. A quanto ci è dato sapere dal sito della ex Provincia, su 11 centraline sono attualmente attive appena 4″. Tutto messo nero su bianco in un comunicato dei Verdi di Siracusa.
Ma l’attacco non risparmia neanche le amministrazioni dei Comuni che rientrano nell’area industriale. “Il suggerimento dato da noi Verdi circa il passaggio della rete di monitoraggio ad un unico soggetto, non condizionabile da parte delle industrie e di una certa politica, poiché il caso Cipa è oggettivamente ridicolo con il controllato che si erge a controllore, non è stato recepito dalle amministrazioni comunali interessate, evidentemente troppo impegnate a conquistare posizioni di potere nei tavoli ministeriali di definizioni delle Autorizzazioni Integrali Ambientali, senza essere oggettivamente determinanti”.
Il merito delle prescrizioni rilasciate dal Ministero dell’Ambiente sulle ultime A.I.A. è – per i Verdi – “il risultato di un ottimo lavoro svolto dalla Procura di Siracusa, che con l’impulso dato dal Procuratore Capo, Francesco Paolo Giordano, ha aumentato l’attenzione nei confronti dello stato di salute dei cittadini. Frutto anche del lavoro svolto negli esposti presentati da noi Verdi e dai cittadini che si riconoscono dietro la sigla di Aria Pulita Siracusa. La politica latita su una questione di un importanza strategica nel combattere gli eco-reati e nell’individuare i colpevoli di un disastro ambientale ancora in itinere”.

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