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Rosolini. Associazione antiracket contro il sindaco: “ci ha intimato di annullare un convegno”

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Cosa è realmente successo a Rosolini, tale da annullare la manifestazione-convegno organizzata da associazioni antiracket con la presenza del vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio? Appuntamento venerdì scorso ma, a poche ore dall’appuntamento, tutto annullato. Nei giorni scorsi, il sindaco Corrado Calvo ha raccontato la sua verità parlando del rifiuto delle scuole coinvolte di partecipare perchè convegno politico per l’eccessiva presenza di esponenti del 5 Stelle.
Oggi racconta la sua versione l’associazione antiracket Sara Adamo. “Quello che a noi interessa è parlare di legalità e di sicurezza dei cittadini e della città, parlare dei problemi e farlo con coloro che, indipendentemente dal colore politico di appartenenza, da un lato possono utilmente ascoltare le nostre esigenze e le nostre preoccupazioni e dall’altro lato, per il ruolo che ricoprono, possono riportarle nelle giuste sedi istituzionali e impegnarsi per dare risposte concrete”, dicono i responsabili dell’associazione rispondendo all’accusa velata di convegno politico. “Mai abbiamo inteso le nostre manifestazioni come luogo per passerelle politiche, lontane anni luce dal nostro modo di pensare e di essere e dai problemi reali della nostra comunità. Guidati da questi principi, nell’organizzare il convegno abbiamo voluto invitare le istituzioni dello Stato a più diretto contatto con il tema della legalità, al fine di contrastare la criminalità dilagante negli ultimi tempi in città. In questa ottica abbiamo voluto altresì approfittare della presenza a Rosolini di alcuni deputati che, per il ruolo ricoperto nel Parlamento Italiano, sono a più diretto contatto con la problematica che intendevamo affrontare.
In particolare, come risulta dai manifesti affissi sui muri della città, erano stati invitati il prefetto di Siracusa, Armando Gradone; il sostituto procuratore Antonio Nicastro; il sostituto Andrea Palmeri; il vice Presidente della Camera dei Deputati, Luigi Di Maio; Maria Marzana, componente della VII Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei Deputati; Giulia Sarti, componente Commissione permanente II Giustizia e componente Commissione d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere della Camera dei Deputati; Francesco D’Uva, componente Commissione permanente VII Cultura e componente Commissione d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere; il sindaco di Rosolini; il dirigente scolastico dell’Istituto “Archimede” di Rosolini; il Dirigente Scolastico dell’Istituto “Paolo Calleri” di Rosolini”.
Succede, però, a detta dell’associazione antiracket Sara Adamo, che “qualcuno ha visto in tutto ciò inesistenti alchimie politiche volte a preferire un determinato movimento politico a scapito di altri partiti e formazioni e, in tale ottica, ha manifestato disagio e finanche avversione rispetto allo svolgimento della manifestazione, ritenendola schierata politicamente. Mai giudizio fu più sbagliato e lontano dalla realtà”.
L’invito ai deputati pentastellati è giustificato “esclusivamente dalla loro contemporanea presenza in città e al ruolo specifico ricoperto in Parlamento”. Nessun altro recondito scopo. “Siamo pronti a scusarci con quanti si siano sentiti offesi da queste nostre decisioni. Siamo però sicuri che costoro, leggendo il presente comunicato, comprenderanno la nostra assoluta buona fede”.
Non manca una stoccata al sindaco, Corrado Calvo. “Non ha inteso accettare le motivazioni delle nostre scelte. E dopo avere regolarmente e doverosamente autorizzato l’utilizzo dell’Auditorium Comunale, ci ha intimato, nella telefonata intercorsa lo scorso 9 febbraio, alle ore 12:07, di annullare la manifestazione, pena la revoca dell’autorizzazione già concessa il 7 febbraio 2017. La cosa ci è sembrata non solo strana, ma anche fuori luogo anche perché la locandina del convegno, con l’indicazione di tutti i relatori e degli ospiti presenti, era stata inviata tramite whatsapp al cellulare del signor Sindaco già il 30 gennaio alle ore 20.34 ed è stata letta il successivo 31 gennaio alle ore 14:38″.
Una “intimazione” – così la definiscono – che l’associazione Sara Adamo è pronta a mostrare a richiesta. “Un sindaco non può fare questo. Ha il dovere di consentire ai cittadini e alle loro aggregazioni di esercitare il loro diritto di manifestare liberalmente il loro pensiero, anche se difforme dal suo. In un simile contesto abbiamo deciso di rinviare la manifestazione ad altra data, sia perché non è nostro costume alimentare i contrasti, sia perché riteniamo che il tema della legalità meriti ben altro clima sociale”.

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