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Scontro a colpi di esposti e querele tra l’On. Gennuso e il sindaco di Pachino, Bruno

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Continua lo scontro tra il deputato regionale Pippo Gennuso e il sindaco di Pachino, Roberto Bruno. “Chiedo ufficialmente le sue dimissioni: le sue inefficienze e le sue malefatte sono chiare e le ho portate sul tavolo della Procura della Repubblica per avere risposte dalla magistratura”, ha spiegato questa mattina Gennuso.
Al centro dell’esposto, le sette determine sindacali relative alla gestione del servizio idrico e fognario. “Ogni determina- dice il deputato regionale – ammonta a circa 170 mila euro, per un totale di circa un milione di euro. Il sindaco Bruno deve dirci come spende i soldi dei cittadini pachinesi e soprattutto se è un caso che le aziende a cui si è rivolto hanno delle prossimità sospette con alcuni suoi parenti e hanno dei precisi riferimenti politici”.
Ad affiancare il Deputato durante la conferenza stampa l’avvocato Corrado Di Stefano, che sta seguendo gli esposti presentati alla Procura della Repubblica.
L’attenzione del Deputato Regionale si è poi soffermata anche sulla somma di 200 mila euro di cui, a seguito di regolare sentenza, il Comune di Pachino dovrebbe richiedere la restituzione a due dipendenti comunali: “È strano che in un momento di gravi problemi economici per gli Enti Locali non si proceda all’esecuzione della sentenza. Sarà forse rilevante il fatto che uno dei due dipendenti in questione è la sorella del sindaco? Abbiamo chiesto più volte di sapere se ci sono delle trattative bonarie in corso, ma non abbiamo avuto risposta. Si configurano dei danni erariali, per cui presenteremo un esposto alla Procura della Corte dei Conti della Regione Sicilia”.
Il Deputato è stato poi critico anche sulla gestione del borgo di Marzamemi, definita “fallimentare e approssimativa”.
Il sindaco di Pachino, Roberto Bruno, risponde con un contro esposto. “Ho dato mandato ai miei legali di presentare querela per diffamazione e calunnia nei confronti di Gennuso”. Per Bruno, “la conferenza stampa convocata nel ‘suo’ locale a Marzamemi risulta ridicola e ambigua a partire dalla figura che ricopre: è un imprenditore che ha interessi economici nel borgo marinaro o un parlamentare regionale? Una commistione di ruoli certamente controversa che rasenta il conflitto di interessi”.
Quanto alle parole del deputato regionale, “rispedisco al mittente ogni accusa di grave illegalità, con la differenza che questa amministrazione è pronta, carte alla mano, a dimostrare trasparenza e legalità in ogni momento. Dunque, sono sereno per quanto riguarda tutti gli atti”.
Sulla gestione degli impianti idrici e fognari e sulla sostituzione della ditta che gestisce i rifiuti in città ha risposto l’assessore all’Ecologia, Andrea Nicastro. “La ditta che gestisce la raccolta e il trasporto di rifiuti in forza di un’ineccepibile ordinanza sindacale per motivi igienico-sanitari ha garantito un’ottima qualità del servizio soprattutto nel borgo e durante i giorni di festa. Nessuno ha lamentato disservizi. Per quanto attiene alle criticità della rete fognaria, sono stati quotidianamente eseguiti gli interventi di bonifica dei pozzetti che hanno ridotto gli episodi di fuoriuscita di liquami rispetto agli anni scorsi. Sono pronti i progetti per il rifacimento dell’intera rete ed attendono solo di essere cantierabili con la pubblicazione dei bandi europei. Le ditte impegnate nel relativo servizio idrico, fognario e di depurazione, sono risultate aggiudicatarie al termine di due gare di appalto, durante lo svolgimento delle quali è stata garantita comunque la regolarità dei servizi che sono essenziali per la collettività e sin dal primo giorno successivo alla dismissione degli impianti da parte della fallita Sai8. Voglio ribadire che il nostro Comune è stato il primo, tra quelli ex Sai 8, ad adottare e completare gli atti di gara, circostanza questa di cui credo il Gennuso non abbia la benché minima idea”.

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