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“Scrivi Melilli, provincia di Siracusa…”: un centro accoglienza siracusano citato nell’inchiesta Mafia Capitale

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Anche un centro di accoglienza siracusano finisce nelle intercettazioni che riguardano l’inchiesta “mafia capitale”.  Luca Odevaine, uno degli indagati, parlando con una sua collaboratrice – scrive La Repubblica – chiede di scrivergli un appunto che avrebbe poi portato al prefetto Rosetta Scotto Lavina, direttore centrale del ministero per i servizi l’immigrazione: “… Ci dovresti mettere eh… Melilli, provincia di Siracusa, struttura per 200 posti… poi Piazza Armerina“. Il centro di Melilli, nell’aprile di quest’anno è stato inaugurato dalla “Eriches 29″ che fa riferimento a Salvatore Buzzi, l’imprenditore che secondo i magistrati romani era il braccio destro di Massimo Carminati, il capo della Cupola Nera. La prefettura di Siracusa adesso fa sapere “che non mancherà di assumere i provvedimenti che si renderanno necessari in sintonia con le misure che saranno disposte in sede giudiziaria in ordine alla gestione del consorzio di cooperative sociali “Eriches 29“. Sin qui il racconto del quotidiano sulla macchina dell’accoglienza su cui avrebbe concentrato le sue attenzioni la cupola romana. Un “affare” da 190 milioni di euro all’anno per ospitare oltre 14 mila migranti e richiedenti asilo, attualmente in strutture siciliane. Soldi che mette lo Stato, pagando una retta di circa 30 euro al giorno per ogni ospite in Centri di accoglienza, Cara e Sprar.

(foto: generico)

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