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Serie D, Noto. Nervi tesi tra squadra e società. Venerdì possibile decisione a sorpresa

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Più che un campionato, quello del Noto sembra un calvario. Non a livello di risultati o classifica, comunque brillanti. Il problema è tutto legato ad una situazione economica – e di riflesso societaria – mai troppo chiara. Tra attese, promesse e proclami il tempo passa e il clima nello spogliatoio granata si fa sempre più teso. Già un mese fa la squadra aveva annunciato di voler disputare un’ultima partita e dire addio alla quinta serie, perchè “il Noto è una scatola vuota” dissero. Poi deve essere successo qualcosa, un intervento esterno forse una promessa di ritrovata liquidità a breve e la squadra di Giancarlo Betta ha regolarmente proseguito il campionato.
Adesso si ritorna al punto di rottura. Nessun annuncio di ritiro, nessuna ultima partita e poi tutti a casa. La squadra si sta allenando regolarmente. Per ora. Ma venerdì potrebbe prendere una decisione definitiva sulla vicenda. I giocatori sono stanchi di vane attese e vuote garanzie. Mica facile prepararsi in questa atmosfera alla sfida con l’Agropoli, probabilmente la squadra meglio costruita del girone dove per far le cose per bene non si è badato a spese.
Il Noto, inteso come società, non sarebbe però alla canna del gas. Il presidente Storaci, insieme ai dirigenti, avrebbe recuperato delle somme. Un tesoretto di garanzia da usare come ultima ratio qualora non arrivassero fondi probabilmente da altri promessi. Certo che se si potesse contare sulle “promesse”, il Noto sarebbe una società ricca. Prima i soldi degli arabi, poi attesi erano quelli di non meglio precisati libici e poi la vox populi su petroldollari in arrivo a dicembre. Peccato che si trovino sempre con maggiore difficoltà quelli per le spese correnti.

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