Siracusa. Termovalorizzatori in Sicilia, insorgono gli ambientalisti

Potrebbe essere realizzato al posto dell’ex centrale Tifeo uno dei termovalorizzatori a cui la conferenza Stato-Regione ha detto “si”. Un’ipotesi a cui le associazioni Rifiuti Zero, Natura Sicula e Legambiente si oppongono con tutte le forze. Affidano le loro considerazioni ad una nota congiunta, in cui spiegano che “in una regione dove la percentuale di raccolta differenziata diminuisce anzichè aumentare (si è passati dal 13, 3 per cento nel 2014 al 12, nel 2015) e in una regione dove si produce una quantità procapite di rifiuti elevata, dove gli amministratori comunali sono lasciati da soli a gestire i rifiuti, non è possibile, con accordi di questo tipo, rallentare il processo verso la Strategia Rifiuti Zero, che considera il rifiuto come una risorsa e come un volano che può mettere in moto l’economia”. Salvo La Delfa, Fabio Morreale e Giusy Magnano ricordano come “i termovalorizzatori, laddove sono stati costruiti, si stanno dismettendo per l’impatto negativo sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. C’è da considerare- spiegano i presidenti di Rifiuti Zero, Natura Sicula e Legambiente- le nanoparticelle prodotte e le scorie da smaltire. In Sicilia, invece dopo anni di immobilismo e di non politica dei rifiuti si pensa, ora ma come è già accaduto nel passato, di risolvere tutto costruendoli, di cancellare anni di immobilismo nella gestione dei rifiuti con una brutta toppa”. Da queste considerazioni parte la richiesta, indirizzata alla Regione, di puntare sugli  impianti di compostaggio (l’umido rappresenta il 40 per cento del nostro rifiuto),realizzando quelli mancanti nel territorio, se si vuole arrivare al target del 65 per cento di differenziata, e di di ultimare il piano regionale dei rifiuti,  pianificando aiuti concreti per le amministrazioni comunali”.
 

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