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Siracusa. Allarme criminalità in città? Caligiore (Antiracket): “Stesse modalità, diversa tipologia di attività. Perchè?”

PANINERIA VIA DEI MILLE 2

Tanti interrogativi e lo studio attento di ognuno dei singoli episodi che nelle scorse settimane e negli scorsi  mesi hanno creato un clima di paura tra gli operatori economici del territorio. Gli attentati intimidatori, in particolar modo gli ultimi, messi a segno nelle ultimi giorni, sono sotto la lente di ingrandimento delle forze dell’ordine, Squadra Mobile e Carabinieri, ma anche di quanti, in un modo o nell’altro, possono avere un ruolo nella comprensione di un fenomeno che presenta, a questo punto, degli aspetti nuovi, che è necessario riuscire a sapere leggere. Una lettura che quindi va effettuata con la massima attenzione, perchè sapere interpretare quello che sta accadendo può fare la differenza nell’ambito del contrasto alla criminalità e, se si tratta di racket delle estorsioni, all’odiosa attività criminale, che danneggia fortemente l’economia locale e crea un clima di tensione tra commercianti e artigiani. A parlare, a qualche ora dall’ordigno piazzato alla Borgata, con un salone da barbiere nel mirino, è Paolo Caligiore, rappresentante dell’associazione provinciale Antiracket. Non si sbilancia sulle valutazioni che, insieme agli inquirenti, sta facendo e, soprattutto, farà alla luce di quello che emergerà da un momento di approfondimento fissato per domani. Caligiore sarà in questura per conferire con gli inquirenti e in settimana è già in programma un incontro con il prefetto, Giuseppe Castaldo. Allo studio, una risposta da dare al territorio per garantire una maggiore serenità agli operatori economici del capoluogo in  maniera particolare, e della provincia più in generale. Caligiore pone delle domande chiare. “Stiamo cercando di capire cosa stia succedendo- spiega il responsabile dell’Antiracket provinciale- La modalità usata è la stessa negli ultimi episodi registrati:la bomba carta. E’ però adesso cambiata la tipologia delle attività colpite. Per quale ragione? – è la prima domanda a cui trovare risposta secondo Caligiore- Per sviare? “. Non manca una nota amara nelle dichiarazioni del responsabile dell’associazione antiracket. “A differenza di chi fa antiracket su Facebook- conclude- non andiamo sul concreto ed è giusto che sia così. Teniamo comunque sempre presente che sia la Mobile e sia i Carabinieri, in questo caso ( ma anche a Floridia) stanno lavorando”.

Proprio attraverso Facebook è intanto partita la sollecitazione dei cittadini indignati per quanto sta accadendo. Ferma la condanna, a cui si affianca la convinzione che le vittime di gesti intimidatori debbano poter contare sulla piena solidarietà della città, a tutti i livelli, senza alcuna differenza tra chi viene ampiamente tenuto in considerazione e chi, invece, subisce lo stesso trattamento senza potere avere il sostegno pieno dei siracusani, istituzioni e singoli cittadini. A dire “Basta” in maniera secca e niente è, tra gli altri, a nome del quartiere, il presidente della circoscrizione Santa Lucia, Fabio Rotondo, secondo cui la “misura adesso è davvero colma”.

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