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Siracusa. Allarme inascoltato: franano le coste, erosione inarrestabile con semplici divieti di accesso

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Continuano a franare le coste siracusane, “mangiate” da una lenta e non contrastata erosione. L’ultimo divieto di una lunga lista, in ordine di tempo, riguarda il tratto compreso tra Punta Carrozza e Punta Castelluccio. Da via Lido Sacramento in avanti, la costa sta venendo giù. Ma a parte ordinanze di divieto di accesso e utilizzo – peraltro puntualmente disattese – si fa poco o nulla per contrastare il fenomeno che, nel giro di pochi anni, ha assunto proporzioni tali da richiedere un intervento milionario per la messa in sicurezza.
Il terreno frana e sprofonda, lo scrivono anche i tecnici della protezione civile. Che parlano di rischi per bagnanti e – potenzialmente – anche per i residenti in presenza di una “inarrestabile tendenza a sprofondamenti ulteriori, con effetti imprevedibili per le proprietà circonvicine”. Anche le case della zona, insomma, non sono esenti da rischi che da qui a qualche anno potrebbero palesarsi con tutta la loro emergenza.
E’ lecito domandarsi, allora, se non sia il caso di predisporre un piano di messa in sicurezza di tutto il litorale piuttosto che procedere a forza di divieti che non bloccheranno certo “l’inarrestabile tendenza”. Creare una task force con il compito di intercettare fondi – ministeriali o europei – per un intervento non più derogabile. Vietato scherzare con situazioni di questo tipo, nelle quali anzi spicca ancora una volta il ritardo accumulato negli anni. Come se non stesse accadendo nulla. Avanti così fino ad una disgrazia? E di chi sarà, allora, la colpa?
Sarebbe interessante non assistere ad un rimpallo di scelte e responsabilità tra Demanio, Comune e Capitaneria. Modesta idea: un piano di intervento comune, per salvare il salvabile prima che sia troppo tardi.

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