• Siracusa. Angelo De Simone, due ematomi e una lacerazione riaprono il giallo

    Un anno dopo la morte di Angelo De Simone, le indagini potrebbero prendere adesso una piega nuova. Magari quella sempre chiesta dai familiari e dagli amici che mai hanno creduto al suicidio. Gli investigatori siracusani hanno parlato sin qui di istigazione al suicidio, la famiglia di omicidio.
    In mezzo dubbi, elementi da chiarire e la paura di una archiviazione che proprio nei giorni scorsi (ne ha parlato anche SiracusaOggi.it) è stata scongiurata, con la decisione della Procura di riaprire il caso.
    Quali sono gli elementi nuovi che hanno portato all’ulteriore fase di indagine? Un ruolo potrebbe averlo avuto la perizia medico-legale di parte, affidata dalla famiglia a Corrado Cro. Due ematomi sul torace ed una lacerazione nel basso ventre sarebbero poco compatibili con l’ipotesi del suicidio per impiccagione.
    Sin dal primo momento, inoltre, la famiglia ha parlato di altri elementi dubbi. Le finestre scorrevoli chiuse al contrario, ad esempio. E la porta d’ingresso, priva di maniglia, dalla quale era possibile entrare ed uscire solo con le chiavi. Chiavi che il giovane siracusano aveva ancora in tasca. Si sperava, poi, che le immagini delle telecamere di sicurezza di una vicina attività commerciale potessero fornire maggiori elementi. Ma proprio nel giorno della morte di De Simone non sarebbero state in funzione. Dettagli di cui si è occupata anche la trasmissione Chi l’ha visto? nei servizi dedicati al caso.
    Gli amici e la famiglia hanno accolto con un sollievo la notizia della riapertura delle indagini, arrivata quasi a ridosso della messa per ricordare il congiunto, un anno dopo. Nessuna dichiarazione ufficiale, per evitare che il clamore mediatico possa incidere sul caso. Ma adesso si aspettano che i loro sospetti possano diventare qualcosa di più concreto perchè Angelo – e questo non si stancano di ripeterlo – non si sarebbe mai tolto la vita.

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