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Siracusa. Anno scolastico al via, restano i problemi di sempre: fondi per la sicurezza degli edifici

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Primo giorno di scuola in provincia di Siracusa. L’anno scolastico è ufficialmente iniziato, tra i problemi e le questioni aperte di sempre. Sguardo puntato in praticolar modo sugli istituti superiori, di competenza dell’ex Provincia, alle prese con le notorie e sempre più serie difficoltà finanziarie che diventano ostacoli per la regolare gestione delle competenze legate alla gestione degli aspetti strutturali in primo luogo delle scuole del comprensorio. Mancano i fondi e i progetti, qualora siano stati redatti, restano comunque nei cassetti degli uffici dell’ente. Dubbi anche sull’avvio dei servizi legati al trasporto degli studenti disabili e per l’assistenza alla comunicazione. Dubbi anche sulla possibilità di garantire agli studenti aule e locali adeguatamente riscaldati. Lo scorso anno scolastico, per non andare troppo indietro nel tempo, i ritardi nell’accensione degli impianti di riscaldamento ha causato proteste aspre da parte di alunni e genitori. In quel caso il problema era legato alla mancanza di carburante. Questione poi risolta in corsa. Per gli istituti comprensivi, si attende, tra gli altri, ancora la concretizzazione di un sogno per migliaia di famiglie che risiedono nelle zone balneari della città e che da parecchi anni attendono la realizzazione di una scuola per i propri figli, un edificio che sia adeguato e a norma.  Intanto il Comune si prepara a cogliere le opportunità che sembrano prospettarsi. L’obiettivo che si pone l’amministrazione comunale è quello di condurre in tempi brevi indagini diagnostiche negli edifici scolastici della città per valutarne il rischio sismico. Il Comune intende effettuarle, attingendo ai fondi che la Regione mette a disposizione con un apposito bando dell’assessorato regionale all’Istruzione e Formazione. Il costo delle indagini in questione sarebbe coperto per il 100% della spesa sostenuta. Una delibera della giunta retta da Giancarlo Garozzo concede il “via libera” alla partecipazione dell’amministrazione comunale al bando, anche in considerazione della necessità di conoscere lo stato strutturale in cui versa ciascun locale che ospita scuole nel territorio comunale, notoriamente a rischio sismico. L’idea è anche quella di prevedere, sulla base di quanto risulterà, le eventuali azioni da intraprendere per garantire la sicurezza di studenti, insegnanti e operatori scolastici.  A fine agosto , inoltre, il Miur ha comunicato che alle scuole siciliane e soprattutto alla loro messa in sicurezza, il Governo ha destinato 115 milioni di euro dei 335 totali. Si tratta del programma operativo triennale “Per la Scuola” 2014-2020. Le indagini finanziate dalla Regione potrebbero quindi essere il primo passo verso l’elaborazione dei progetti di messa in sicurezza delle scuole del territorio che necessitano di interventi in tale direzione. E già nei prossimi giorni partiranno le mobilitazioni studentesche, in parte preannunciate dalle associazioni degli alunni delle scuole superiori siciliane ma da definire nei dettagli.

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