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Siracusa. Autonomia del parco della Neapolis, si ferma tutto. Il Consiglio Regionale rinvia a dicembre

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Pronti, partenza e stop. I lavori del Consiglio Regionale dei Beni Culturali, insediatosi da una settimana, si fermano fino a dicembre. Si raffreddano, quindi, gli entusiasmi per una rapida conclusione dell’iter per l’autonomia del parco archeologico della Neapolis. Serve il parere del Consiglio per sbloccare una vicenda che si trascina, stanca, da un decennio.
Siracusa vuole gestire in proprio il suo parco archeologico. I circa 4 milioni di euro all’anno di ricavato dallo sbigliettamento finiscono a Palermo. E una Regione spesso matrigna “dimentica” di girare indietro parte di quelle somme per lavori che pure andrebbero fatti tra teatro greco e latomia del Paradiso.
Se quella “ricchezza” matura a Siracusa non si capisce perchè a farne tesoro debba essere Palermo. Da qui la giusta richiesta di autonomia, gestionale e finanziaria, di Siracusa che – attraverso un comitato – potrebbe utilizzare quella enorme potenzialità turistica per una migliore gestione del parco e farne “impresa” seppur pubblica.
La riunione del Consiglio Regionale dei Beni Culturali ieri si è però chiusa con un nulla di fatto o quasi. Assente la componente politica, ha visto emergere alcune criticità per “l’affare” siracusano. Non insuperabili, ma richiedono ancora tempo. E la volontà del Consiglio non appare quella di “correre”: Tant’è che la prossima riunione è stata convocata per il 6 dicembre. Demandando al nuovo assessore al Turismo, al nuovo assessore all’Economia ed al nuovo presidente della commissione Bilancio ogni decisione in merito. Rimane, allora, da capire la premura nell’insediamento del Consiglio, a poche settimane dalle elezioni regionali, se poi la sua funzionalità risulta subito ridotta.

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