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Siracusa. Commemorato il sacrificio dell’eroico carabiniere Carmelo Ganci

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Commemorato il 30esimo anniversario della tragica scomparsa del carabiniere Carmelo Ganci, nato a Siracusa il 30 luglio del 1964. Appena 18enne, Ganci si arruolò nell’Arma e fu ammesso a frequentare il corso  d’istruzione presso la Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias (CA). Venne poi destinato in servizio in provincia di Napoli, a Massa Lubrense, vicino Sorrento. In seguito fu trasferito in provincia di Caserta, a Castel Morrone, dove prestò servizio per circa una decina di giorni prima di quel tragico 4 dicembre 1987.
Un destino beffardo accomunò in quel maledetto giorno il giovane Ganci ed il collega Pignatelli. Liberi dal servizio, a bordo di una Fiat Ritmo, si lanciarono all’inseguimento della Saab 9000 di una banda responsabile di una rapina consumata pochi minuti prima nel centro abitato campano. I due intercettarono l’auto incriminata tra Castel Morrone e Piana di Monte Verna. I rapinatori, dopo una curva ed approfittando dell’oscurità, svoltarono in aperta campagna, e, spegnendo i fari, attesero il passaggio di Ganci e Pignatelli: affiancati e mandati fuori strada, diventarono bersaglio facile dello spietato commando che, imbracciando un fucile Winchester 30 Luger calibro 7,65, si accanì con inaudita violenza contro i carabinieri, entrambi prigionieri all’interno dell’abitacolo. I due militari dell’Arma rimasero feriti e, pertanto, impossibilitati a muoversi e a difendersi. Una condizione di debolezza che, secondo la sentenza che anni dopo condannerà all’ergastolo i tre autori, non sfuggì ai rapinatori. I tre, da quanto emerso dall’inchiesta, scesero dalla loro Saab 9000 e, a sangue freddo, fecero di nuovo fuoco per essere sicuri di aver ucciso i militari. A terra furono ritrovati oltre 60 colpi esplosi all’indirizzo dei due carabinieri.
Nella cerimonia odierna, dopo la resa degli onori da parte di una Guardia d’Onore del Comando Provinciale Carabinieri di Siracusa e la deposizione di un cuscino floreale sulla foto ritraente il giovane carabiniere Ganci. Il tenente colonnello Giovanni Palatini, nel prendere la parola, ha ricordato il gesto eroico compiuto evidenziando l’elevatissimo spirito di abnegazione ed il radicato senso di responsabilità.

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