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MCDONALD 03-2018

Siracusa. Divieto di sosta, questo sconosciuto: la città è una giungla. Il caso limite di corso Matteotti

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Le auto in divieto di sosta, se non in seconda fila, dovrebbero finire nello stemma di Siracusa. E’ una delle infrazioni maggiormente commesse e ricorrenti in città eppure sembra quasi esser la meno affrontata. Quasi tollerata con cristiana sopportazione. Dagli utenti della strada di sicuro.
D’accordo, di emergenze ce ne sono a bizzeffe. Ma in decenni di manica larga e tolleranza, la situazione pare sfuggita di mano con tendenza al caos andante. Specie poi in periodo natalizio. Basta fare un giro in via Tisia, viale Zecchino o corso Matteotti – giusto per citare tre casi noti – per capire come la città possa diventare una giungla.
Corso Matteotti è, a suo modo, paradigma. Il divieto di sosta c’è, ma non si vede. In fondo tutti parcheggiano davanti alle attività commerciali dell’elegante strada di accesso al cuore di Ortigia senza troppe conseguenze. I vigili? Ad onor del vero, si vedono pure. E multano. Ma evidentemente non con quella frequenza necessaria per bandire il “solo 5 minuti e vado via” che giustifica la sosta dove è chiaramente indicato che è vietata.
L’infrazione c’è, il contrasto deciso quasi impossibile. Provocazione: aboliamo direttamente il divieto di sosta dal codice della strada in vigore da Targia al Maniace?

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