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Siracusa. E adesso che ce ne facciamo? Totem, paline e smart city: il futuro è già passato

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Fino a non molto tempo fa, nella giunta comunale di Siracusa c’era anche la rubrica della Modernizzazione. Il cammino verso la “modernità” si è però interrotto, lasciando sul terreno una serie di annunci, qualche installazione oggi di complessa lettura e alcune perplessità. Nel frattempo, “modernizzazione” è divenuta “informatizzazione”, come se prudenza avesse consigliato di volare più basso anche con le “parole”.
Abbiamo già parlato in un precedente articolo del mesto fallimento dell’esperienza di innovazione digitale ed inclusione promessa da Siracusa Smart City. Dopo due anni di sperimentazione, la piattaforma di accesso al progetto di Prisma è un flop. Nelle intenzioni, e purtroppo solo nelle intenzioni, Smart City Siracusa era destinato a rivoluzionare il rapporto tra Istituzioni e cittadino. Con le sue applicazioni – City Reporter, City Mover, City Point e City Data – avrebbe dovuto rendere possibile una comunicazione tramite app e telefonino per segnalare direttamente agli uffici problemi come buche o guasti alla illuminazione pubblica o ricevere informazioni sui percorsi delle navette elettriche in tempo reale. E molto altro. Tutto rimasto solo sperimentazione, mai divenuta realtà. Eppure è ancora online il sito di Siracusa Smart City dove suonano come beffa le diapositive che girano in loop per magnificare il progetto.
Vi ricordate, poi, i totem intelligenti? Era il giugno del 2014 e vennero piazzate queste scatole nere, alte e strette, in alcuni dei punti di grande afflusso turistico del centro storico e del parco archeologico. I 6 totem che il Cnr destinò a Siracusa hanno regolarmente funzionato fino a pochi mesi fà. Davano informazioni sulla città, ricostruzioni in computer grafica dei suoi principali monumenti, divertenti app ma anche notizie utili per spostarsi in città. Il “Qr code”, invece, permetteva esperienze di realtà aumentata su smartphone o tablet. Per amore della precisione, i totem dovevano anche raccogliere dati sulla qualità dell’aria attraverso il “camino” in cima. Oggi il totem di piazza Duomo è mestamente guasto, con un messaggio di errore che rimbalza sullo schermo come nei primi videogiochi Atari. Poco distante, in piazza Minerva, totem direttamente spento e tenuto insieme da un curioso laccio. Degli altri attivi si è persa l’originaria funzione: in piazza Archimede, in Largo XXV Luglio e accanto al Talete appare solo la schermata che promoziona il wi-fi gratuito in Ortigia. Che cosa sia successo improvvisamente al progetto originario non è dato saperlo.
E altrettanto misteriosa è la sperimentazione infinita delle paline alle fermate dei bus elettrici comunali. Ne sono state installate a giugno 2016 appena 2: una in piazza Archimede, l’altra alla stazione. Dovevano fornire informazioni sui tempi di attesa delle navette. Ma non sono mai entrare in servizio. E ancora oggi riportano la scritta sul display “linea blu elettrica – test”. Neanche l’orario è quello giusto, visto che segnala un’ora avanti. Ma tant’è, quello è veramente un dettaglio. Pagano anche loro il flop del progetto Siracusa Smart City a cui erano collegate per lavorare in maniera integrata con l’applicativo City Mover.
Non è peregrino domandarsi cosa fare adesso di questi oggetti urbani installati sul territorio. La lista di domande sarebbe lunga: funzionano? Se si, possono farlo 365 giorni l’anno? Avranno una qualche utilità?
L’inflazionato “smart” è ormai aggettivo archiviato a Siracusa. Come i segni del suo passaggio. Non stupitevi. A Siracusa neanche gli orologi analogici hanno vita lunga. Anni addietro il Comune ne piazzò due, eleganti, in corso Gelone ed in corso Umberto. Pur essendo analogici e non ancora digitali, anche quelli si fermarono per non rientrare più in servizio. Fecero anche di meglio: sparirono. A proposito, dove sono?

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