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Siracusa e il finanziamento perduto: l’amministrazione spiega come la Regione ha bloccato tutto e annuncia ricorso

social housing

Perchè è stato ritirato dalla Regione il finanziamento che era stato deliberato nel 2014 per interventi di social housing a Siracusa? L’ennesima materia di scontro politico tra il sindaco Garozzo e il deputato regionale Enzo Vinciullo è tema tecnico ed intricato.
Mentre Vinciullo conferma le accuse e parla di “incapacità amministrativa”, il primo cittadino annuncia la presentazione di un ricorso al Tar. “Con possibilità nulle di avere indietro questi soldi. Qui si continua solo a perdere finanziamenti”, incalza il deputato regionale.
Bisogna però aggiungere alcuni dettagli per potere arrivare a farsi un’idea di quanto è accaduto. Il programma di intervento che era stato finanziato nel 2014 nasce da una iniziativa della predente amministrazione comunale che puntava alla costruzione di edifici da dedicare al social housing, ovvero affitti a prezzi calmierati a beneficio, ad esempio, di giovani coppie. In campo il Comune di Siracusa, lo Iacp e partner privato.
Ma nel Piano Regolatore non era indicata un’area per interventi di social housing. Nel 2016 viene presentata, sempre alla Regione, una variante (“promossa da Iacp”, spiega Garozzo) per rendere compatibili le destinazioni d’uso delle aree con gli obiettivi del programma. Questo perchè, altrimenti, anche se finanziato, il progetto sarebbe difficilmente stato realizzabile. La Regione, con i suoi uffici, non ha però ancora risposto su quella variante da cui sarebbe – giocoforza – dipeso anche l’iter mancato del finanziamento. “Se l’area fosse stata già destinata a quello scopo all’epoca, oggi non avremmo avuto questo genere di problemi”, contrattacca il primo cittadino che accusa la Regione di non essere coordinata. La classica mano destra che non sa cosa fa la sinistra. “Da un lato ci chiede di accelerare e dall’altro ci mette nell’impossibilità di operare”, la sintesi del sindaco di Siracusa. Ma Vinciullo non ci sta. E continua a scuotere la testa perplesso.
“In questa città siamo in presenza di una opposizione chiaramente demagogica che blatera per il semplice gusto del comparire, trascurando di documentarsi esaustivamente prima di aprire bocca e disegnare scenari apocalittici”, dice invece l’assessore all’Urbanistica, Antonio Moscuzza. “Entrando nel merito della questione sollevata, si ritiene opportuno esporre chiaramente lo stato degli atti: tramite Pec era pervenuta da parte dell’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità la nota del 24 marzo con cui si esprimeva l’invito a produrre entro e non oltre giorno 30 aprile 2017 il progetto di livello almeno definitivo e l’ulteriore documentazione necessaria al fine di evitare la revoca del finanziamento concesso. Orbene, premesso che già nell’Avviso pubblico approvato con deliberazione commissariale (Giacchetti) del 13 febbraio 2013, per l’acquisizione di manifestazione di interesse a partecipare quale partner al Bando pubblico per l’accesso per i Programmi integrati per il recupero e la riqualificazione delle città veniva espressamente indicato che le aree così individuate (interessate dal Programma) saranno oggetto di Variante promossa dallo Iacp per rendere compatibili le attuali destinazioni d’uso con gli obiettivi del Programma, si fa presente che soltanto il 26 ottobre 2016 venivano trasmessi dall’Istituto Autonomo Case Popolari gli elaborati relativi alla variante urbanistica che, se approvata, consentirebbe la validazione di un progetto definitivo che, al momento, non può essere prodotto in quanto non conforme al vigente Prg. A seguito della presentazione degli elaborati da parte dello Iacp, l’Ufficio preposto all’istruttoria tecnica degli atti presentati ha richiesto i pareri di rito agli altri Uffici; al momento risultano in elaborazione i relativi pareri in merito a detta variante. Nel momento in cui si completerà il procedimento di adozione e successiva approvazione della variante, si potrà produrre un progetto definitivo immediatamente realizzabile mediante, ove ancora disponibili, i finanziamenti precedentemente programmati”.
Sulla questione riguardante la perdita del finanziamento Moscuzza punta poi l’Ufficio Regionale competente: “non poteva non sapere che la realizzazione delle opere era legato alla preventiva formazione di un procedimento di variante e la relativa approvazione. Per i motivi sopra esposti, al contrario di quanto sostenuto, questa amministrazione comunale tenterà di avere giustizia e riconoscimento di aver ben operato, ricorrendo al Tribunale Amministrativo Regionale. Nel caso in specie si tratta quindi di una perdita di finanziamento non imputabile alla gestione politica della città, bensì ad una serie di fattori non dipendenti dalla volontà di questa amministrazione”.

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