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Siracusa e le puzze industriali. “Ammorbati, non restiamo in silenzio”. L’assessore all’Ambiente vola al Ministero

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Ha subito prenotato i biglietti: domani vola a Roma, direzione Ministero dell’Ambiente, perchè “non vogliamo restare di certo in silenzio”. Il Comune di Siracusa prova ad alzare la voce e lo fa con Francesco Italia, l’assessore al ramo, stanco di registrare valori anomali di inquinamento e “fetore pungente di idrocarburi che ammorba la nostra città”.
E se i dati relativi al mese di giugno lasciano sbigottiti, cresce la preoccupazione circa la qualità dell’aria. Cosa si respira a Siracusa? Chi immette nell’aria sostanze invasive almeno sotto il profilo odoriparo? Domande da troppo tempo senza risposte.
Le chiederà a Roma, Francesco Italia. Lasciando l’elegante aplomb in Sicilia, pronto a sbattere i pugni sul tavolo. Il patto salute-lavoro comincia a farsi troppo sbilanciato per restare a guardare coprendo un occhio e tappando il naso. “La nostra città è stata per troppo tempo a guardare”, dice Italia. “Stanchi di attendere, stanchi di opportunità mancate. Certo, ci aspetta un percorso in salita, pieno di ostacoli e difficoltà, pieno di guitti che sgomitano per un post al sole, per un articolo sul giornale. Ma ce la faremo”, anticipa l’assessore all’ambiente lasciando intravedere una sorta di “piano B” per il futuro anche occupazionale di Siracusa che non può farsi trovare impreparata di fronte a quella che pare esser ormai una crisi globale della raffinazione e della chimica.

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